Cronaca
Patteggia due anni di carcere e 5mila euro di multa il 28enne che ha picchiato 4 poliziotti
Aosta - Yassine Samir, marocchino, era stato arrestato dalla Polizia mercoledì scorso, dopo che aveva reagito ad un controllo della Squadra narcotici. Era accusato di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

E’ comparso nuovamente stamattina dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, il marocchino arrestato la settimana scorsa dalla Polizia, Yassine Samir, 28 anni, ed accusato di spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali.

Assistito dal suo avvocato di fiducia, Liala Todde di Torino, l’imputato ha patteggiato 2 anni e 5 mila euro di multa, con la sospensione condizionale della pena detentiva. Al termine dell’udienza, il giudice ne ha disposto la scarcerazione. L’accusa era rappresentata dal pubblico ministero Luca Ceccanti.

Samir era stato fermato nel pomeriggio di mercoledì scorso 31 maggio, dagli agenti della Sezione narcotici della Squadra mobile, in via Monte Grivola. Per sottrarsi al controllo, sfruttando una corporatura decisamente robusta, aveva tentato di darsi alla fuga, colpendo i quattro poliziotti intervenuti con calci e pugni (tanto che due di loro sono dovuti ricorrere, in seguito, alle cure del Pronto soccorso del “Parini”).

L’uomo non è però riuscito ad allontanarsi che di pochi metri. Una volta bloccato, si sono capite le ragioni della sua reazione: era in possesso di mezzo chilo di hashish, suddiviso in panetti, e di una confezione di cellophane che conteneva della cocaina. In Questura, ritengono che lo stupefacente fosse destinato allo spaccio nel quartiere Cogne. 

Samir era giunto in Valle da non molto tempo, da Torino, e, sempre da pochi giorni, aveva presentato richiesta di protezione internazionale, senza però essere inserito in un programma di accoglienza ed ospitalità. Portato in Tribunale, il mattino dopo l’arresto, per il processo con rito direttissimo, aveva ottenuto un rinvio dell’udienza, chiesto dal difensore d’ufficio, per consentire al legale di fiducia dell’uomo di assisterlo. Il giudice D’Abrusco, dopo aver convalidato il fermo, ne aveva disposto la custodia cautelare in carcere. Fino a stamattina.

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