Cronaca
Migranti: i siriani si sono tutti allontanati dalla Valle. Arrivato nella notte un altro gruppo
Aosta - Arrivati attorno alle 3.30 di stamane, i nuovi venticinque profughi provengono in prevalenza da Bangladesh e Costa d’Avorio. Visitati in una struttura sanitaria a Nus, sono stati sistemati ad Aosta ed Arpy di Morgex.

Più di un operatore che si occupa di accoglienza lo aveva ipotizzato ed in effetti è accaduto: a distanza di poco più di quarantott’ore, del gruppo di ventotto profughi siriani arrivati in Valle l’altro ieri, martedì 9, non v’è più traccia. Le cinque famiglie (che includevano bambini e donne) si sono allontanate volontariamente dalle strutture ove erano state destinate, comprese due giovani che erano state condotte per controlli all'ospedale “Parini”.

Gli sbarchi sulle coste del sud, tuttavia, non accennano a placarsi e nella notte scorsa sono giunti altri venticinque migranti, partiti dalla Campania verso l’ora di pranzo, a seguito della destinazione alla nostra regione, da parte del Ministero. Attorno alle 3.30 di stamane, sono stati visitati in una struttura sanitaria a Nus, dove hanno poi trascorso la notte, cercando un po’ di riposo dopo il lungo viaggio. Si tratta, stavolta, di giovani maschi, provenienti prevalentemente da Bangladesh e Costa d’Avorio, ma nel gruppo figurano anche profughi da Guinea, Pakistan, Mali, Sudan, Nigeria e Sierra Leone.

Considerando gli allontanamenti delle famiglie siriane e questo nuovo gruppo (sistemato tra Aosta, nelle strutture di diverse cooperative, ed Arpy di Morgex), i richiedenti in Valle tornano ad essere oltre 300, anche se è lecito pensare che il tema tornerà d’attualità a breve per per le autorità regionali (e comunali). La previsione per la Valle d’Aosta stabilita dal nuovo bando del Viminale è infatti di 508 persone. I due bandi di accoglienza lanciati sinora dalla Presidenza della Regione hanno creato disponibilità per un totale di 416 posti, ma una cinquantina non sono più da conteggiare, a seguito della rinuncia di una delle cooperative inserite in graduatoria.

La disponibilità reale scende quindi a 366 posti. Non solo insufficienti rispetto alla nuova quota di 508, ma potrebbero esaurirsi, considerato il ritmo degli sbarchi (e delle conseguenti assegnazioni alle regioni per l’accoglienza), davvero nel giro di poco.  

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