Al cinema
L’inganno di Sofia Coppola
Aosta - Vincitore del premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes 2017, il film vanta un cast d’eccezione con Nicole Kidman, Colin Farrell, Kirsten Dunst e Elle Fanning.

Vincitore del premio per la Miglior Regia al Festival di Cannes 2017, "L'inganno" di Sofia Coppola (USA 2017, 93 min, colore), tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Cullinan e remake de La notte brava del soldato Jonathan, vanta un cast d’eccezione con Nicole Kidman, Colin Farrell, Kirsten Dunst e Elle Fanning .

Che cosa racconta:
Stato della Virginia, in piena guerra di Secessione. La giovane Amy, passeggiando nel bosco alla ricerca di funghi per la cena, s’imbatte nel Caporale McBurney, soldato ferito delle truppe nordiste, nascosto dietro un albero. Dopo qualche tentennamento, l’uomo, bisognoso di cure, viene condotto all’interno del collegio di Miss Martha Farnsworth dove Amy vive, assieme alle altre poche ragazze rimaste ed alla Signorina Edwina, loro educatrice. Quale scompiglio porta la presenza di un uomo in un internato di ragazze di buona famiglia? Come scombina i fragili rapporti tra le abitanti della casa l’intervento di un attraente estraneo? Questi sono i temi di fondo che il film intende indagare.

Come lo racconta:
L’intrusione della figura maschile nel mondo femminile, dominato dall’abitudine e dalla noia, viene filmicamente evidenziata lavorando (magistralmente) sugli elementi visivi e sonori. Bionde, con abiti chiari – panna, bianchi, beige – con le maniche a sbuffo, dal collo alto e dalle ampie gonne, Miss Martha e le sue ragazze si muovono leggiadre per le stanze della grande casa, emettendo pochi lievi fruscii e sommesse parole. Immerse nella loro ovattata routine, vengono cromaticamente e acusticamente sconvolte dalla presenza dell’uomo: bruno, dalla divisa militare blu scuro, che urla, scalpita e lancia oggetti, imbrattando i candidi abiti delle donne del rosso vivo del suo sangue e costringendole a tapparsi letteralmente le orecchie per non udire le sue grida.

Una curiosità:
Il premio per la miglior regia a Cannes è un riconoscimento che le registe donne non ricevevano da 56 anni. Prima di Sofia Coppola (che è anche sceneggiatrice del film), nel 1961, c’era riuscita solo la russa Yuliya Solntseva con l’opera Storia degli anni di fuoco.

Perché vederlo:
Seppur il riconoscimento ricevuto sia uno dei premi più importanti nel panorama cinematografico internazionale, la critica non è unanime nei confronti di quest’ultima opera della Coppola, che si misura nuovamente con un microcosmo femminile ma senza forse focalizzare in maniera precisa il messaggio da trasmettere (La solidarietà femminile? O, al contrario, la gelosia tra donne?), cavalcando perlopiù stereotipi usurati. Ma è soprattutto quando la critica si spacca che un’opera vale la pena di essere vista.

Una battuta:
Miss Martha: “La presenza del Caporale McBurney è stata una grande lezione per noi…” 

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