Politica
Il premier Gentiloni ad Aosta: "La nazione non deve rinunciare a tante 'piccole patrie'"
Aosta - Ospite alla Scuola per la Democrazia il Presidente ha spiegato: “Oggi è evidente come valorizzazione le autonomie – spiega ai giovani amministratori – è un ingrediente fondamentale. L'identità nazionale e le autonomie devono andare di pari passo

Cita Chabod, il Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, ospite quest'oggi alla Scuola per la Democrazia a palazzo regionale, ad Aosta.

Parte da Chabod per parlare dei rapporti tra i diversi livelli di governo e, inevitabile, il discorso si apre e si chiude parlando di autonomia: “Un grande valdostano, Federico Chabod – spiega il premier – diceva che 'dire senso di nazionalità significa dire senso di individualità storica, Si giunge al principio di nazione in quanto si giunge ad affermare il principio di individualità, cioè ad affermare il principio del particolare del singolo'. Fattore questo che non deve andare contro qualcun altro ma costruendo l'identità di una nazione. L'Italia ha fatto un percorso facendo proprie le ricchezze delle sue identità locali, e non è facile 'fare gli italiani', perché si parte da identità molto articolate che però per noi è un punto di forza”.

Concetto su cui Gentiloni insiste: “Oggi è evidente come valorizzazione le autonomie – spiega ai giovani amministratori – è un ingrediente fondamentale. L'identità nazionale e le autonomie devono andare di pari passo, la spinta federalista e autonomista è fruttuosa quando si riconcilia con la nazione, che non deve mai rinunciare alle 'tante patrie singolari' che abitano l'Italia”.

Particolarismo che diventa, per Gentiloni, anche un punto di partenza, soprattutto in riferimento alle recenti tensioni in Catalogna: “Le nostre regioni di frontiera sono un modello per trovare le soluzioni – spiega – e l'Italia può mettere sul tavolo europeo un buon modello che funziona. Mi auguro che la crisi apertasi in un paese vicino e amico come la Spagna possa risolversi passando attraverso principi costituzionali e con un metodo che eviti 'escalation' di violenza. Noi abbiamo lavorato per decenni ai nostri modelli, li dobbiamo difendere e rivendicare perché funzionano”.

Nessun cenno invece, né prima dell'intervento né in seguito, sui 144 milioni di euro per il 2017 che da Roma, via decreto del Ministero dell'Economia dello scorso 9 maggio, lo Stato ha chiesto come contributo alla Valle d'Aosta, soldi che potrebbero essere richiesti dal governo centrale anche per il 2018 anche se, prima di entrare nel salone delle manifestazioni il premier ha incontrato il Presidente Marquis al secondo piano.

 

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