Il Consiglio dei Ministri impugna la legge 23 del Bilancio regionale

La norma, spiega un comunicato da Palazzo Chigi, "contrasta con i principi di uguaglianza, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione" della Costituzione.
Palazzo Chigi
Politica

Il Consiglio dei ministri, riunitosi questa mattina a Palazzo Chigi, a Roma, ha deciso di impugnare la legge 23 collegata al Bilancio della Regione.

Nel comunicato si leggono le motivazioni dell’impugnativa: “Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni – nell’analizzare le leggi di bilancio delle Province Autonome – ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Valle d'Aosta n. 23 del 22/12/2017, recante "Disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale per il triennio 2018/2020", in quanto una norma, riguardante la proroga di graduatorie di procedure selettive pubbliche relative al personale Usl, invade la materia dell'ordinamento civile riservata alla legislazione statale dall'art. 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione, violando altresì il principio di coordinamento della finanza pubblica di cui all'art. 117, terzo comma, della Costituzione. La norma regionale in esame inoltre contrasta con i principi di uguaglianza, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione”.

Non sono state impugnate, invece le legge 21 – che regola le "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta (Legge di stabilità regionale per il triennio 2018/2020). Modificazioni di leggi regionali – né la legge n. 22 che definisce il "Bilancio di previsione finanziario della Regione autonoma Valle d'Aosta per il triennio 2018/2020".

 

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