Ambiente
"I dati sulla qualità dell'aria sono preoccupanti"
Aosta - A dirlo sono in una nota Legambiente, ValleVirtuosa e Isde. In aumento le deposizioni al suolo dei metalli pesanti, "inquinanti tipici dell’acciaieria Cas".

"I dati sulle deposizioni atmosferiche di metalli pesanti, le cui concentrazioni risultano in aumento" sono "preoccupanti". A dirlo sono in una nota Legambiente, ValleVirtuosa e Isde (società dei dottori per l'ambiente). Nei giorni scorsi l'Arpa ha pubblicato la relazione completa sulla qualità dell'aria nel 2016. Nell'ultimo osservatorio del marzo scorso, ricordano le associazioni, "abbiamo assistito ad una presentazione parziale della situazione. Sono stati infatti comunicati i dati sugli inquinanti in atmosfera, ma non quelli sulle deposizioni, ossia relativi alla presenza nel nostro suolo dei metalli pesanti, inquinanti tipici dell’acciaieria CAS".

In aumento, quindi, il nikel, cromo, zinco, manganese, ferro, "tutti metalli già presenti in misura notevole nelle deposizioni atmosferiche, risultano in ascesa nella stazione di rilevamento di Pépinière. Ma a preoccuparci maggiormente - sottolineano le tre associazioni nella nota -  è il dato, del tutto inedito, del cadmio, che nelle deposizioni passa improvvisamente da 0,9 ng/m2 al giorno, a 2,8 (attestandosi oltre il valore soglia previsto in altri Paesi europei)".

Infine ricordano ancora Legambiente, Valle Virtuosa e Isde come "i dati raccolti nella stazione di misura di Pépinière sono, in base a quanto riscontrato da Arpa nelle misurazioni in parallelo con la vecchia stazione di via Primo Maggio svolte nella primavera-estate 2014, notevolmente inferiori". La stazione originaria dovrebbe comunque essere ripristinata a gennaio 2018. Le tre associazioni chiedono che lo spostamento avvenga in tempi più rapidi. che al più presto venga convocata una nuova riunione dell'Osservatorio sulla qualità dell'aria e che la Regione doti quanto prima Arpa di un secondo laboratorio mobile, da destinare al monitoraggio delle situazioni anomale.

"Ricordiamo che la presenza di metalli pesanti nelle deposizioni atmosferiche è riconducibile, secondo quanto ipotizzato da Arpa, alle emissioni diffuse,  - conclude la nota - cioè quelle che non vengono convogliate ai camini della CAS ma fuoriescono dagli edifici stessi, in particolare dai tetti, che sono stati in questi anni oggetto degli interventi di cui sopra".

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