Politica
Consiglio regionale, Alpe: "Visto che non c’è nessuna maggioranza si torni a elezioni"
Aosta - "Lo spettacolo del governo regionale bloccato dai veti incrociati - scrive Alexis Vallet - mentre la nave affonda è impietoso e pure le corazzate una volta considerate inaffondabili (Casino’, CVA) fanno acqua da tutte le parti".

Da alcuni giorni l'ipotesi circola anche fra alcuni esponenti della maggioranza regionale, soprattutto da quando mercoledì scorso sulla risoluzione per rimuovere i vertici di Cva si è arrivati ad un passo dalla rottura dell'asse fra Uv, Pd, Uvp, Stella Alpina e Pour Notre Vallée. A metterla oggi nero su bianco è il Presidente di Alpe, Alexis Vallet. "Visto che non c’è nessuna maggioranza in grado di governare, si torni ad elezioni" scrive Vallet.

"Ormai non c’è bisogno di essere un addetto ai lavori per capire che un sistema Valle d’Aosta è arrivato al capolinea. Anche i topi stanno abbandonando la nave.
Lo spettacolo del governo regionale bloccato dai veti incrociati mentre la nave affonda è impietoso e pure le corazzate una volta considerate inaffondabili (Casino’, CVA) fanno acqua da tutte le parti".
Per il Presidente di Alpe: "La causa profonda di questi problemi in realtà è semplice: il sistema assistenzialista e clientelare di cui si è nutrita una certa politica in Valle finora non ce la fa più.  E i nodi vengono al pettine. Salvo che nessuno vuole rimanere con il cerino in mano (basta vedere la velocità con cui il Presidente della Giunta ha scaricato i suoi “fedelissimi” vertici CVA nell’ultimo consiglio)"

Il Galletto si dice pronto "alla condivisione e al lancio di un nuovo Progetto di Valle d’Aosta" uscendo "dalle logiche dei giardinetti e partitini". Un progetto per il futuro in grado di "raccogliere le migliori idee e le persone più preparate e farle lavorare insieme" con l'obiettivo di presentarsi alle prossime elezioni , che siano tra 2 mesi o tra 1 anno" politiche o regionali.  

"Il nostro impegno - conclude Alexis Vallet -  è quello di ricreare una politica valdostana di cui i valdostani possano essere fieri e che li traghetti nel futuro, in regione, in Italia, nel mondo. Un progetto autonomista e aperto, che non abbia paura di fare i conti con il passato perché non si può guardare avanti senza aver pagato i propri debiti ma che sia totalmente rivolto al futuro. Un progetto libero da logiche clientelari con valdostane e valdostani onesti e capaci che si prendano in carico la responsabilità di ridare un futuro economico, politico e amministrativo alla nostra amata regione".

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