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Casinò, 8 consiglieri Uv: "Serve all'interno del Mouvement una riflessione sulla questione morale"
Aosta - Nel documento diffuso, oltre a Paolo Contoz e Davide Perrin, spicca l'assenza di Augusto Rollandin, l’unico dell’attuale gruppo Uv, ad essere coinvolto anche nell’inchiesta penale con l’accusa di concorso in truffa aggravata.

Sulle inchieste relative ai finanziamenti concessi alla Casa da gioco di Saint-Vincent arriva la presa di posizione ma anche i “distinguo” di otto consiglieri dell’Uv.

In una nota gli assessori Aurelio Marguerettaz, Emily Rini e Renzo Testolin, il presidente del Consiglio Valle, Joel Farcoz e i consiglieri regionali Marilena Péaquin, Luca Bianchi, David Follien e Giuseppe Isabellon ribadiscono “la correttezza e la legittimità del loro operato” alla luce “degli atti notificati e relativi a presunte responsabilità contabili”.

I firmatari del documento spiegano di aver “sempre agito per salvaguardare un importante complesso aziendale composto dal Grand Hotel Billia, dal Casino de la Vallée e dal suo indotto; di aver sempre deliberato su proposte supportate e accompagnate da tutti i necessari pareri di legittimità e di regolarità finanziaria; di non aver mai agito per trarre un qualsiasi vantaggio personale e non aver mai messo in tasca un euro rispetto alle contestazioni formulate”.

Marguerettaz, Rini, Testolin, Farcoz, Péaquin, Bianchi, Follien e Isabellon sono fra i 21 consiglieri regionali e un dirigente regionale a cui la Corte dei Conti contesta complessivamente un danno erariale di 140 milioni di euro. Nel documento diffuso, oltre a Paolo Contoz e Davide Perrin, spicca l'assenza di Augusto Rollandin, l’unico dell’attuale gruppo Uv ad essere coinvolto anche nell’inchiesta penale con l’accusa di concorso in truffa aggravata.

Nel prender atto delle indagini e delle contestazioni “anche di carattere penale, che peraltro non li coinvolgono” gli 8 unionisti “dichiarano di vivere almeno con imbarazzo questa situazione in cui l'Union Valdotaine per la pubblica opinione sembra essere associata alla cattiva gestione della cosa pubblica”.

La richiesta al mondo unionista è, quindi, di “agire per sostenere la propria reputazione e la propria immagine analizzando e dibattendo a fondo il tema della legalità e della questione morale. Bisogna evitare di fare di tutta l'erba un fascio”.

Un confronto che gli stessi firmatari del documento rinviano a dopo le elezioni politiche ma prima della formazione delle liste per le regionali. 
"Questo confronto - si legge ancora - ovviamente non può effettuarsi nel pieno di una campagna elettorale, la quale dovrà svolgersi con convinzione anche se certe riflessioni e il momento impongono dei comportamenti adeguati, leali, trasparenti e prudenti. Questa presa di posizione deve servire ad evitare basse speculazioni elettorali e a sostenere senza ambiguità e da una posizione di forza i candidati della nostra coalizione".

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