Cronaca
Botte, minacce e richieste di soldi all’ex convivente: a processo una 32enne
Aosta - Il Gup Colazingari ha rinviato a giudizio Pecula Enabulele, di origini nigeriane, che si era stabilita a casa di un aostano, ma l’idillio era durato ben poco. La donna è accusata di estorsione, maltrattamenti e lesioni. Prima udienza il 17 dicembre.

Estorsione, tentata estorsione, maltrattamenti familiari e lesioni personali aggravate. Sono le accuse per cui una 32enne di origini nigeriane, residente a Torino, Pecula Enabulele, andrà a processo, dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Aosta. La ha disposto il Gup Giuseppe Colazingari, che al termine dell’udienza preliminare tenutasi nella mattinata di oggi, mercoledì 23 maggio, ha accolto la richiesta del pm Luca Ceccanti di rinviare a giudizio la donna.

Per la Procura, dopo aver intrapreso una relazione con un aostano, l’imputata si era trasferita nella sua abitazione, dove viveva anche la madre dell’uomo. L’idillio, però, deve essere durato ben poco: secondo gli inquirenti, dal settembre 2016 al marzo 2017, la donna avrebbe minacciato ripetutamente l’ex compagno, sia di persona, sia tramite dei messaggi sul telefono, di rivelare dettagli intimi del loro rapporto, che secondo lei lo avrebbero screditato agli occhi di amici e conoscenti. Altre minacce, invece, avrebbero riguardato l’invio, da parte della donna, di esposti contro di lui, per "rovinarlo", all’autorità giudiziaria.

“Argomenti” attraverso i quali avrebbe costretto l’allora convivente ad acquistarle un “iPhone”. Altri tentativi di estorcergli ulteriore denaro non sarebbero poi andati a buon fine per l'opposizione di lui, che ha denunciato l’accaduto. L’“ex” non sarebbe però stato l’unico bersaglio degli strali della donna, che avrebbe insultato e minacciato anche la madre ultrasettantenne del già compagno. Oltre alle frasi ingiuriose, il pm le contesta pure, in vari episodi tra il novembre e il dicembre 2016, di averla spinta violentemente (procurandole lesioni ad una spalla), costretta a rimanere chiusa in una camera per evitare aggressioni fisiche e colpita con violenza, facendola finire contro una sedia.

Lesioni, per gli inquirenti, sarebbero state cagionate anche al convivente. Pecula Enabulele è difesa dall’avvocato Tony Latini, mentre l’uomo è parte offesa nel procedimento, assistito dall’avvocato Davide Meloni del foro di Aosta. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 17 dicembre.

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