Politiica
Alpe: “il 2016 annus horribilis per la politica ma ci sono segni per il cambiamento”
Aosta - L’accusa esplicita al Governo regionale è di “mentire ai consiglieri e nascondere la verità ai cittadini” su dossier scottanti come il tracollo della Casa da Gioco e il decreto ingiuntivo di Trenitalia che chiede 40 milioni alla Regione.

Vista la situazione politica della Valle d’Aosta e lo stato della maggioranza regionale bisognerebbe sciogliere il Consiglio regionale e andare ad elezioni, ma sappiamo bene che ciò non avverrà”. Le parole sono di Alexis Vallet, presidente di Alpe, che ha aperto la conferenza stampa di fine anno del movimento all’opposizione in Regione e al Comune di Aosta.

Il quadro dipinto da Alpe è tutt’altro che roseo e fa da contraltare all’immagine rappresentata ieri durante la Rencontre de fin année dalla Giunta regionale. L’accusa esplicita al Governo regionale è di “mentire ai consiglieri e nascondere la verità ai cittadini” su dossier scottanti come il tracollo della Casa da Gioco e il decreto ingiuntivo di Trenitalia che chiede 40 milioni alla Regione.  “Il Casinò è l’esempio perfetto della mala politica e del mal governo in Valle d’Aosta: chi ha sbagliato, chi ha fatto quelle scelte deve pagare” ha ribadito il capogruppo di Alpe in Consiglio regionale Albert Chatrian.

Tra i fallimenti della giunta Alpe annovera anche i rapporti con Roma. Secondo Chatrian “siamo la Cenerentola tra le Regioni a Statuto speciale, gli accordi siglati con Calderoli e Renzi si sono rivelati deficitari e dannosi per la Valle”.  Anche sulla questione dei recenti tagli agli asili nidi Alpe denuncia: “non si cambiano le regole a gioco in corso, ora i Comuni, già in difficoltà, dovranno supplire alle risorse  sottratte dalla Regione”.

Il movimento autonomista auspica e promette un contributo alla modifica alla legge elettorale ipotizzata da Rollandin: “Se come ci ha detto il Presidente l’allargamento della maggioranza si spiega con la necessità di cambiare la legge elettorale, noi rilanciamo la necessità della preferenza unica” sostiene ancora il capogruppo di Alpe che poi aggiunge “rilanciamo la voglia dei valdostani di votare liberamente”.

Nessuna critica risparmiata neanche per la giunta del capoluogo guidata- le parole sono del consigliere Paolo Fedi “da un sindaco “improbabile”, una vice “nulla” e assessori comunali “non all’altezza”. Il cahiers des doléances comprende tematiche diverse che vanno dal “verde pubblico cittadino in condizioni indecenti”, alle strade colabrodo, dai ritardi nell’assegnazione degli alloggi popolari vicino all’Immacolata “per avvicinarsi all’appuntamento elettorale” al bando anziani “in cui la giunta ha dato il peggio di sé”.

Nonostante le difficoltà per il futuro Alpe intravede una speranza: “l’aria sta cambiando e i segni si vedono, noi da qui dobbiamo ripartire” è l’auspicio del Presidente Alexis Vallet.

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