Cronaca
Aggredì con il machete, per il perito "capacità di intendere grandemente scemata"
Aosta - Depositata la perizia affidata dal giudice sull’aostano Roberto Bosisio, 55 anni, arrestato la sera di capodanno con l’accusa di tentato omicidio. Prodotta dalla difesa dell’uomo una consulenza di parte che evidenzia, invece, una “totale incapacità”.

Per il perito del Tribunale, lo psichiatra dell’Usl Etienne Roveyaz, il 55enne aostano Roberto Bosisio, arrestato la sera di capodanno con l’accusa di tentato omicidio, presenta una “capacità di intendere e di volere grandemente scemata”. L’esame era stato affidato lo scorso 1° febbraio dal giudice Giuseppe Colazingari, a seguito della richiesta di incidente probatorio giunta dalla difesa dell’uomo, curata dall’avvocato Davide Meloni.

Secondo il consulente del giudice, Bosisio sarebbe pertanto imputabile dell’aggressione con un machete e una roncola per cui era stato fermato dai Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile. Il legale che lo assiste ha prodotto, per parte sua, una consulenza di parte di segno contrario, dalla quale emerge “totale incapacità di intendere e volere” e, quindi, la non processabilità. Gli atti delle parti sono andati al pm Carlo Introvigne, che valuterà ora come proseguire.

L’intervento dei militari in cui era stato fermato l’uomo, dopo aver ferito una delle due persone aggredite (parte offesa nel procedimento, con l’avvocato Filippo Vaccino), risale alle 22 dell’ultimo giorno del 2017. La lite era scoppiata in via Giorgio Elter, nel capoluogo regionale. Una volta sul luogo, la pattuglia – accorsa assieme ad una Volante della Polizia – aveva trovato il 55enne “affacciato alla finestra delle scale del proprio domicilio che brandeggiava le armi da taglio”.

Per l’Arma, come spiegato in una nota all’indomani dei fatti, “era in stato di alterazione psicofisica” e aveva tentato di aggredire anche i Carabinieri e i poliziotti intervenuti, riusciti faticosamente a bloccarlo e disarmarlo, facendo ricorso anche ad uno spray al peperoncino. Al momento dell’arresto erano scattate delle perquisizioni, concluse con il rinvenimento di quattro coltelli a serramanico. Il ferito, rivoltosi al pronto soccorso, aveva riportato ferite al viso e alla mano sinistra, giudicate guaribili in venticinque giorni.

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