Cronaca
Segnalazioni in tempo reale alla Questura: è "You Pol", la nuova app della Polizia
Aosta - Presentato oggi il nuovo strumento, in funzione anche ad Aosta, per permettere soprattutto ai giovani di segnalare alle sale operative episodi di bullismo o di spaccio di stupefacenti. “Speriamo siano anche gli adulti a usarlo”, dicono in Questura.

Dallo scorso novembre è stata sperimentata in tre realtà significative come Roma, Milano e Catania e, visti i risultati positivi scaturiti, da oggi, giovedì 8 febbraio, entra in funzione in tutti i capoluoghi di Regione. E’ la nuova app per smartphone della Polizia di Stato, denominata “You Pol”, concepita per permettere soprattutto ai giovani, in ragione della loro familiarità con le nuove tecnologie, di segnalare in tempo reale episodi di bullismo, o spaccio di stupefacenti (ma non solo).

Intervenendo alla presentazione ad Aosta dell’applicazione, stamattina, il questore Andrea Spinello ha spiegato come il progetto rientri nella visione di “sicurezza partecipata” propria della Polizia, in cui le forze dell’ordine vedono il contributo fondamentale della cittadinanza, ed aggiungendo che verrà promosso “in particolare nelle scuole”. Gli ha fatto seguito il capo di gabinetto, il vicequestore Augusto Canini, che ha parlato di “sistema innovativo di comunicazione” tra la comunità e la Questura.

“You Pol” è disponibile sia per Android, sia per iOs (quindi può essere scaricata, a seconda della propria piattaforma, da “Play Store” o da “Apple Store”, del tutto gratuitamente). Una volta lanciata, l’utente sceglie se inviare un nuovo messaggio, o effettuare una chiamata d’emergenza. La seconda opzione, con un evidente pulsante rosso, fa partire la telefonata al numero d'emergenza della zona in cui ci si trova (la geolocalizzazione del terminale avviene, ed è evidenziata, da subito), mentre la prima trasporta nel “cuore” della app.

Si può quindi decidere se registrarsi, oppure proseguire anonimamente. In quest’ultimo caso, come ha sottolineato il vicequestore Canini, “auspichiamo un uso del sistema con intelligenza”. A quel punto, si opta per la categoria della segnalazione, tra bullismo e spaccio. In realtà, il sistema permette di compilare una parte descrittiva in cui – hanno spiegato in Questura – si possono inserire elementi relativi anche ad altri fenomeni ed episodi ritenuti d’interesse delle forze dell’ordine.

La app offre, in quella fase, anche la possibilità di allegare fotografie acquisite sul proprio dispositivo, o notizie apprese da link, pagine web, messaggi o a voce. L’operatore della Questura riceve il messaggio dell’utente in tempo reale, con tutti i contenuti da lui indicati e la georeferenziazione del dispositivo segnalante (ma si può ovviamente indicare un luogo diverso, se la segnalazione è differita). Può scattare a quel punto, sulla base della valutazione dei contenuti, l’intervento delle forze sul territorio, o l’approfondimento da parte degli uffici di Polizia.

“E’ una possibilità sicuramente immediata per i giovani – ha aggiunto il vicequestore Canini – ma speriamo che siano anche adulti ad utilizzarla”. Nel periodo di sperimentazione, nelle tre città principali interessate, sono stati circa 20mila i download effettuati e quasi 300 le segnalazioni giunte alle sale operative delle rispettive Questure.

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