Cronaca
Verrès, l'ex giunta comunale a giudizio in Corte dei Conti per l'ampliamento della scuola
Aosta - Chiamati in giudizio i componenti della Giunta in carica dal 2005 al 2010, oltre al segretario comunale dell’epoca e al funzionario dell’ufficio tecnico municipale. L'udienza il prossimo 22 marzo.

I componenti della giunta comunale di Verrès in carica nella legislatura dal 2005 al 2010 - vale a dire Piero Prola e Piera Squinobal, in qualità di sindaci succedutisi nel quinquennio, e gli allora assessori Egle Braido, Susy Vallino, Alessandro Rossi e Silvio Perruchon - sono stati chiamati in giudizio dalla Procura regionale della Corte dei Conti della Valle d’Aosta per un’ipotesi di danno erariale relativa ad un’opera di edilizia scolastica. Assieme agli ex amministratori sono stati citati il segretario comunale all’epoca, Giorgio Barone, e il funzionario dell’ufficio tecnico municipale, Fabrizio Neyvoz. L’udienza è in programma per la mattinata di mercoledì 22 marzo prossimo.

La vicenda è legata ai lavori di ampliamento della scuola dell’infanzia, eseguiti in passato ed i cui primi atti amministrativi risalgono alla legislatura in questione. Il caso era emerso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte, quando il procuratore Roberto Rizzi, nel riepilogare le condotte maggiormente significative alla base di atti di citazione depositati dall'ufficio inquirente, vi si era soffermato. Il magistrato contabile, in particolare, aveva evidenziato “la mancata adozione, da parte dei componenti della Giunta comunale e di alcuni esponenti di vertice della struttura amministrativa del medesimo ente, della procedura di selezione del professionista cui affidare la progettazione di un intervento di edilizia scolastica coerente con la spesa programmata”.

L’opera, aveva spiegato ancora Rizzi, era significativamente “aumentata dall’iniziale importo di 200.000 euro ad un importo della base d’asta quantificato in € 1.250.000”. In particolare, il danno ipotizzato “è connesso alla violazione delle regole sulla concorrenza, nel presupposto che i presidi ordinamentali che imperativamente governano le modalità di selezione di professionisti esterni non possono essere elusi attraverso rimodulazioni della consistenza dell’iniziativa”. 

Ad opinione della Procura, “ove infatti l’Amministrazione reputasse di eseguire un intervento molto più oneroso di quello originariamente programmato, non potrà utilizzare, per la progettazione, il professionista individuato con le procedure semplificate previste per le opere di modesto valore, ma dovrà farsi carico di applicare le più rigorose procedure imposte per la maggiore soglia di valore dell’intervento da realizzare”. I convenuti in giudizio saranno difesi dall’avvocato Roberto Longhi del foro di Torino.

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