Gioie e motori
"Stradale", ecco la prima nata dalla Factory di Gian Paolo Dallara
Aosta - L'ingegner Dallara, una delle eccellenze italiane nel mondo, si è regalato la prima auto stradale che, icasticamente, a dimostrazione di quanto sia stata fortemente voluta, è stata chiamata, semplicemente, "Stradale".

Gian Paolo Dallara rappresenta una delle eccellenze italiane nel mondo. Dalla sua Factory di Varano Melegari sono usciti ed escono i telai destinati ad innumerevoli categorie del Motorsport: Formula 2, GP3, Formula Indy, Formula Renault, Formula E ed altre, con qualche apparizione anche in Formula 1, attualmente il team Haas. Quest'anno è prevista la partecipazione con un prototipo LMP1 alla 24 Ore di Le Mans.

L'Ingegner Dallara è, tra l'altro, il papà della Lamborghini Miura, la macchina che, cinquant'anni fa, ha rivoluzionato il settore e il senso stesso di una gran turismo. Seguendo un ideale fil rouge, a ottantuno anni di età splendidamente portati e a quarantacinque dalla fondazione dell'azienda, Dallara si è regalato la prima auto stradale che, icasticamente, a dimostrazione di quanto sia stata fortemente voluta, così è stata chiamata, semplicemente "Stradale". Una gestazione di trenta mesi, per una produzione di seicento esemplari.

È una "Barchetta", perché, dice Dallara, le barchette erano le Ferrari che correvano le gare sport; il cliente, comunque, potrà optare per la versione con parabrezza o per la copertura completa con cupolino. Affermazione che sa di rétro? Niente affatto. La "Stradale" si candida prepotentemente ad interpretare la référence tra le GT del terzo millennio. Le linee sono scolpite ma decisamente armoniche ("Non voglio spigoli ma curve. Perché la curva resta nel tempo, mentre lo spigolo invecchia velocemente", L'Ingegnere dixit), le fiancate sono filanti e prive di portiere ("dove non ci sono portiere c'è continuità e questo rappresenta anche una bella garanzia dal punto di vista strutturale", altra intuizione di Dallara), il che però non rende difficoltoso l'accesso agli interni. Che sono realizzati in materiali di pregio e comodi. Il telaio è in carbonio, il motore è un Ford 2.3 a quattro cilindri, in grado di erogare una potenza di quattrocento cavalli ed esprimere una coppia di 550 Nm, oltre ad un'accelerazione da 0 a 100 km/h pari a 3"25, per una velocità massima di 280 km/h.

Doppia la mappatura di guida, confort e sportiva. L'anteriore piuttosto alto consente di ottimizzare il passaggio dei flussi d'aria verso l'estrattore posteriore. Dallara stesso, che si coccola la nuova nata, non si attendeva un prodotto così riuscito, anche se era scontato, dalla sua Factory escono solo prodotti di altissimo livello. La "Stradale" coniuga confort e prestazioni di valore assoluto, frutto dell'attenta ricerca aerodinamica, di un peso ridotto (855 kg) e del lavoro della Pirelli. Un dato? In curva si superano i 2g!  La vettura è stata disegnata da Lowie Vermeersch, ex Lamborghini, seguendo le indicazioni di Dallara  stesso. "In viaggio per il viaggio", questo il claim della Casa, cioè il viaggio inteso non come spostamento asettico da un luogo ad un altro ma come puro piacere, quasi che il viaggio medesimo fosse il vero obbiettivo invece della meta.
 

Prezzi da euro 188.000.

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