Politica
Spelgatti studia da Presidente della Regione. La Lega apre a dialogo con tutti, veto sull'Union
Aosta - L’Union Valdôtaine chiama, invita al tavolo delle trattative - per dirimere il “nodo politico” post Regionali -, la Lega risponde. E risponde “picche”, ma apre agli altri: "Faremo il possibile per aggregare chi ha vera volontà di cambiamento".

Il diniego è educato, ma fermo. L’Union Valdôtaine chiama, invita al tavolo delle trattative - per dirimere il “nodo politico” creatosi dopo le Regionali -, la Lega risponde. E risponde “picche”. A margine del Consiglio comunale è Nicoletta Spelgatti, capolista del Carroccio che ha spopolato alla scorsa chiamata alle urne, seconda in assoluto - dietro Rollandin - per preferenze, a dettare l’agenda del prossimo futuro del movimento che guida.

Dopo i risultati alle Regionali di lunedì, che vedono la Lega entrare in Consiglio regionale con sette consiglieri, avete cominciato ad incontrarvi, tra voi e con le altre forze? Come vi muoverete? 
Abbiamo iniziato a fare i primi colloqui informali”.

La preclusione nei confronti dell’Union Valdôtaine è netta o, nell’eventualità uscisse di scena l’ex Presidente Rollandin cambierebbe qualcosa? Come risponde alla “chiamata” del Presidente Uv Pastoret?
“La preclusione è netta. Ringrazio educatamente Pastoret per l’apertura formale, ma siccome siamo tutti molto impegnati, in questo periodo, è inutile fare una riunione semplicemente per dire che non faremo nessuna alleanza con loro. La forma è sostanza, il Presidente dell’Union ha detto di voler parlare con le forze autonomiste. Se non ritiene la Lega la prima forza autonomista l’Union non ha ancora capito il quadro politico valdostano”.

Matteo Salvini, ma anche Lei, ha sempre dichiarato: “Mai con chi ha portato allo sfacelo la Valle d’Aosta”. Vale anche per chi ha governato, a fasi alterne, la Regione come Uvp o Stella Alpina? O l’obiettivo è proprio l’Union?
“L’obiettivo principale è l’Uv, per il resto siamo disposti a dialogare con tutte le altre forze politiche. Siamo disponibili a fare una riflessione, e a valutare i dovuti ‘distinguo’”.

Si prospetta - anche sulla direzione della politica nazionale - la possibilità di partire da un “programma condiviso”. Se sì, che priorità dà la Lega?
“È quello che stiamo già facendo. In programma abbiamo moltissimi punti fondamentali, tutti legati tra di loro. Prima serve però un discorso complessivo, per poi entrare nel dettaglio e analizzare tutti i punti. Per noi, la partenza il nostro programma elettorale”.

Se invece non si trovasse una soluzione sareste disposti a tornare alle urne?
“Senza nessuna difficoltà, anche se il mandato che ci hanno dato i cittadini è quello di andare al governo per cambiare la Valle d’Aosta, e faremo tutto il possibile per riunire, al di là dei preconcetti e delle posizioni ideologiche, tutte le forze politiche che hanno una vera volontà di cambiamento. Gli altri andranno con l’Union Valdôtaine. Sarebbe troppo comodo restare in opposizione, ma questo significherebbe lasciare in mano la Valle per altri cinque anni all’Union. Faremo il possibile per rispettare la volontà dei cittadini e apportare un cambiamento che sia anche culturale aggregando attorno a noi forze che sembrano lontane tra di loro, ma che mettono in campo contenuti sui quali ci si può riconoscere e scoprirsi non così lontani gli uni dagli altri”.

Avremo quindi Nicoletta Spelgatti Presidente della Regione? Se la sente?
“Sì, questo è il mandato che mi ha dato la Lega. Ho una squadra di altri sei consiglieri, tutte persone preparatissime, e tutto il resto del partito che mi supporta, sia a livello locale sia nazionale. Non sono sola, ho una ‘squadra d’assalto’ davvero importante”.

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