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Sentenza Rubbo: minoranza all'attacco dell'Assessore, che si difende: "Avevamo fatto un altro nome"
Aosta - Ieri la Giunta ha deciso di nominare un commissario da individuare tra i soggetti inseriti nell’elenco nazionale di idonei alla nomina a direttore generale.

“La scelta era caduta su un altro nome e se questo avesse accettato saremmo ora tutti più tranquilli”. La sentenza del Tar che ha annullato la nomina di Igor Rubbo a direttore generale dell’Azienda Usl entra in Consiglio regionale. La minoranza chiede chiarezza sulla vicenda e l’Assessore regionale alla Sanità, Luigi Bertschy non si tira indietro: “Il lavoro realizzato è stato fatto in buona fede, se nei giorni precedenti la persona individuata avesse accettato l’incarico, tutto questo non sarebbe oggetto di discussione”. La persona a cui allude l’Assessore è Ezio Garrone, coordinatore del Dipartimento politiche del lavoro.

Entrando nel merito della sentenza, l’Assessore ha aggiunto come “la motivazione per la nomina non era dovuta” mentre per quanto riguarda i colloqui con i candidati “non si è trattato di una fase procedimentale ma conoscitiva”.

Per il consigliere del M5S, Stefano Ferrero, che sul tema ha presentato un question time:  "Non è stato chiarito questo metodo a impresa familiare con cui vengono gestite le nomine, ma probabilmente fa parte di una cultura che non è certo la nostra”.

Dai banchi della minoranza ha preso la parola anche Chantal Certan di Alpe: “Apprendiamo delle cose di cui non eravamo al corrente quando eravamo in giunta. Il futuro direttore a volte sostituiva l'assessore e partecipava a colloqui. Ci aspettiamo dall'assessore spiegazioni politiche”.

Ad attaccare Bertschy anche Claudio Restano di Pour Notre Vallée: “Rubbo è stato danneggiato da questa nomina, la responsabilità politica dell’Assessore è importante e decisiva. Non avete risolto i problemi della sanità valdostana ma li avete accentuati".

Nel frattempo dopo la pubblicazione della sentenza la Giunta regionale ieri ha dato mandato agli uffici di avviare le procedure per individuare un nuovo direttore stabilendo nel frattempo di nominare un commissario da individuare tra i soggetti inseriti nell’elenco nazionale di idonei alla nomina a direttore generale. Lo stesso elenco da cui dovrà essere “pescato” il successore di Rubbo.

A dar continuità alla gestione dell'azienda sarà l'attuale direttore sanitario Pier Eugenio Nebiolo.

A complicare la vicenda - accertamenti sulla nomina erano stati avviati anche dalla Procura della Repubblica - sembra esserci anche il problema di dover ricollocare Rubbo nell’Amministrazione regionale. Per assumere l’incarico di direttore generale dell’Usl aveva infatti rinunciato al ruolo di Coordinatore della Sanità, posto attualmente ricoperto da Gabriella Morelli.

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