Cronaca
Ruba due portafogli e preleva con i bancomat sottratti. Il giudice lo "castiga": 3 anni e 6 mesi
Aosta - Il furto era avvenuto nel 2013 a Verrès, in un furgone. All'identificazione di Petronel Ignat, 40 anni, di origini romene e residente nel torinese, gli inquirenti sono arrivati tramite le immagini della videosorveglianza comunale e delle banche.

Tre anni e sei mesi di reclusione, oltre a mille euro di multa e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici. A tanto, il giudice monocratico del Tribunale di Aosta, Marco Tornatore, ha condannato oggi, martedì 19 settembre, Petronel Ignat, 40enne di origini romene e residente nel torinese, chiamato a rispondere di furto e della violazione delle norme per la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose.

L'uomo era accusato di aver sottratto, il 22 ottobre 2013, due portafogli da un furgone parcheggiato in strada a Verrès dagli addetti di una ditta, impegnati in un lavoro nelle vicinanze. Se fosse stato per il denaro contante (meno di cinquanta euro) sarebbe stato un ben magro bottino, ma al loro interno erano presenti tre tessere Bancomat. Una volta sottratte, e rintracciati i relativi codici pin celati senza troppi accorgimenti, erano state utilizzate per diversi prelievi: due nelle imminenze del furto, in uno sportello nel comune della bassa valle, ed un terzo ore dopo in una banca di Torino, per un totale di 750 euro.

All'identificazione dell'imputato, gli inquirenti sono giunti attraverso le immagini della videosorveglianza dell'Amministrazione comunale e delle telecamere degli istituti di credito degli sportelli Bancomat usati per i prelievi. Inoltre, nei precedenti di Ignat esisteva un furto commesso, in passato, con analoghe modalità. Il pubblico ministero Luca Ceccanti, titolare del fascicolo, ha quindi chiesto in udienza la condanna dell'imputato, per la pena successivamente accolta dal giudice, ma con una multa leggermente più alta di quella poi comminata (1500 euro).

Il difensore dell'imputato, l'avvocato Piergiorgio Pietrini del foro di Aosta, ha sostenuto che mancasse la prova reale della responsabilità di Ignat, sottolineando la non particolare chiarezza delle immagini. Una tesi che non è stata sufficiente ad evitare al quarantenne romeno una condanna significativa.

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