Cronaca
Resta in carcere l’aostano arrestato a San Valentino per favoreggiamento della prostituzione
Aosta - Il Gip Davide Paladino, ha rigettato l’istanza di revoca della custodia cautelare in carcere presentata dal difensore di Domenico Fabio Letey, l’avvocato Marco Bich. Sulla revoca della carcerazione era giunto il parere negativo del pm Carlo Introvigne.

Resta in carcere Domenico Fabio Letey, il 43enne di Aosta arrestato esattamente una settimana fa dalla Squadra Mobile della Questura, con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il Giudice per le Indagini Preliminari, Davide Paladino, ha infatti respinto ieri pomeriggio l’istanza di revoca della custodia cautelare in carcere, depositata dal difensore dell’uomo, l’avvocato Marco Bich, in occasione dell’interrogatorio di garanzia tenutosi giovedì 16 febbraio scorso.

Sulla revoca della carcerazione, prima del pronunciamento del Gip, il Pubblico ministero che coordina le indagini, Carlo Introvigne, aveva espresso parere negativo. “Il mio assistito, - spiega l’avvocato Bich - durante l’interrogatorio di garanzia non aveva ammesso responsabilità, fornendo la sua versione dei fatti. Proprio sulla base delle risposte date, avevo richiesto la revoca della custodia cautelare, o la sua sostituzione con una misura meno afflittiva”.

Secondo l’accusa, Domenico Fabio Letey, verso la fine del 2016 subaffittava alcune stanze dell’appartamento dove viveva in via Festaz ad Aosta a ragazze, prevalentemente straniere, che si prostituivano. Tutto ciò, secondo quanto avevano ricostruito gli investigatori, avveniva all’insaputa dei padroni di casa. Dalle indagini, iniziate quando gli agenti avevano notato movimenti sospetti attorno all’abitazione, era emerso inoltre come Letey organizzasse l’attività delle giovani donne, fungendo da intermediario con i clienti.

E’ verosimile che sulla decisione del giudice abbia influito il fatto che l’unico domicilio di Letey è rappresentato ad oggi dall’abitazione dove si sono verificati i fatti, con conseguente rischio, secondo gli inquirenti, qualora vi tornasse, di reiterazione del reato. “Riproporrò l’istanza prossimamente - aggiunge l’avvocato Bich - cercando nel frattempo di individuare un domicilio alternativo per il mio cliente”.

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