Cronaca
Respinto a Ventimiglia, 30enne siriano ci riprova al Monte Bianco, ma viene arrestato e condannato
Aosta - Ahmad Mohamad è stato fermato al tunnel del Monte Bianco nel pomeriggio di ieri, lunedì 28 marzo, attorno alle 15.30. Ha esibito un passaporto della Repubblica Araba di Siria, risultato contraffatto. Per lui, una condanna a 1 anno e 4 mesi e l'espulsione.

Probabilmente aveva pensato che tentare di espatriare in pieno giorno, in auto e non su un autobus, come se non avesse niente da nascondere, potesse essere una tecnica efficace. In realtà, il passaporto siriano esibito agli agenti in servizio sulla piattaforma del tunnel del Monte Bianco, unito all’enorme cicatrice in volto non passata esattamente inosservata, è suonato come un campanello d’allarme per i poliziotti, che hanno approfondito il controllo.

Il documento, per quanto di buona fattura, è risultato contraffatto e a quel punto, per il 30enne siriano Ahmad Mohamad, fermato verso le 15.30 di ieri, lunedì 28 marzo, non è scattato solo il divieto di continuare il suo viaggio in Francia. Gli agenti dell’ufficio di Polizia di frontiera del traforo, coadiuvati dal Reparto Mobile (da quando le misure di sicurezza sono state incrementate a seguito degli attacchi terroristici sul suolo europeo), lo hanno anche tratto in arresto.

Negli accertamenti eseguiti per la redazione degli atti del fermo è emersa (almeno in parte) la storia del ragazzo: sbarcato in Italia, sulle coste siciliane, ha fatto perdere le sue tracce per poi provare, nei mesi scorsi, a raggiungere una prima volta la Repubblica francese, passando da Ventimiglia, dove è però stato scoperto e respinto. Poi, più nessuna segnalazione, fino al tentativo di ieri, da un confine più a nord, ma con lo stesso esito.

Stamane, al Tribunale di Aosta, dov’è stato condotto per la “direttissima”, Mohamad, difeso dall’avvocato Pierluca Benedetto, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. Il pubblico ministero Eugenia Menichetti ha chiesto due anni di reclusione e la misura cautelare della custodia in carcere. Il giudice monocratico Marco Tornatore ha deciso per 1 anno e 4 mesi e per l’accompagnamento alla frontiera, con espulsione dall'Italia.

“Sono venuto qui per fare valere i miei diritti”, ha detto l’imputato stizzito al giudice, durante l’udienza. Quanto al possesso del documento falsificato, ha tentato di giustificarsi sostenendo: “ho ottenuto il passaporto in Siria”. Argomentazioni che non hanno spostato di un millimetro la posizione dell’uomo rispetto a quanto contestatogli, con una condanna, vista la natura documentale del reato commesso, messa in conto già dalla difesa, che ha optato per un rito alternativo, così da fruire dello sconto di pena previsto. 

Ragioni che, per quanto non potesse essere altrimenti, visto che il processo di oggi riguardava il passaporto falso, non hanno detto molto su natura e ragioni degli spostamenti del 30enne sul territorio italiano e dei vari tentativi di spostarsi in Francia. Una storia che Mohamad porterà con sé, assieme a ciò che ha visto nel Paese del regime di Bashar al-Assad, dilaniato da una guerra civile tra vari schieramenti, uno dei quali risponde al nome di Stato Islamico.

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