Comune di Aosta
Regionali, cambio della guardia al Comune di Aosta. Casapound esordisce in Consiglio
Aosta - Agli eletti in Consiglio Valle - i leghisti Spelgatti e Manfrin e l'assessore unionista Sorbara - dovrebbero subentrare i primi esclusi Aiello, oggi in Casapound, Addario e Paesani. Sul tavolo di Centoz, però, potrebbero esserci un cambio di assessori.

Dopo la “sbornia elettorale” delle Regionali, ancora da smaltire per tutti è già tempo di qualche considerazione, anche a margine di piazza Deffeyes. Lo “strano caso” è quello del Comune di Aosta, per due ragioni principali: anzitutto l’elezione in Consiglio Valle di tre membri dell’assemblea del Capoluogo – Nicoletta Spelgatti e Andrea Manfrin della Lega e l’Assessore alle Politiche sociali Marco Sorbara, nelle fila dell’Union Valdôtaine –, ma anche per una questione “peculiare” del principale comune della Valle.

Se ai consiglieri uscenti subentreranno i primi esclusi Lorenzo Aiello per Spelgatti – nel 2015 candidato nelle file del “Carroccio” e già in corsa per le scorse Politiche con Casapound, che fa così il suo esordio in Consiglio comunale –, Alessandra Addario per Manfrin e Federica Paesani (cui segue Guido Cossard, in caso di rinuncia) per Sorbara, è il “domino politico” a rischiare di abbattersi su Aosta.

Con l’Assessore Carlo Marzi, candidato alle Regionali e non eletto, la cui posizione in giunta è in discussione dai tempi del “Ribaltone” in Regione, l’onda lunga di piazza Deffeyes rischia – come sempre – di oscurare piazza Chanoux. Ad analizzare i dati ci pensa il Sindaco di Aosta Fulvio Centoz: “Ripeto dal 2015 che ciò che mi interessa è solamente la stabilità del Comune. Sono contento che Sorbara, Spelgatti e Manfrin siano stati eletti in Consiglio regionale perché ho la certezza che avranno un occhio di riguardo per il Comune di Aosta”.

Sul “rimpasto” di Giunta Centoz per l’eventuale sostituzione di Marzi resta vago, mentre un cambio nell’esecutivo – per sostituire Sorbara – sarà invece necessario. Il Sindaco fa l’equilibrista: “Dobbiamo ancora trovarci come movimenti – spiega – ma ritengo che tutti, sia l’Union, sia Epav, Stella Alpina ed il Pd possano essere rappresentati in giunta. Noi, come partito (il Pd, ndr) non ci siamo ancora visti, e prima comunque bisognerà capire cosa succederà in Regione”.

Da qui il vecchio “refrain” che vede Aosta “ancella” della Regione, succube delle scelte di Palazzo. Questione che Centoz rispedisce al mittente, in parte: “Ho sempre cercato di mantenere una posizione equidistante, anche se non nascondo certo che sono diventato Sindaco perché si erano create delle condizioni favorevoli in Regione. Nel bene e nel male, commettendo anche degli errori,  ho sempre cercato di distinguere il piano del Comune da quello della Regione. L’Amministrazione comunale fa il suo lavoro, e quella regionale il suo. Poi naturalmente ci sono collaborazioni e legami, è normale che ci siano tante relazioni, ma ho sempre lavorato per l’autonomia del Comune”.

L’uscita del Partito Democratico dal Consiglio regionale, ieri, indebolisce la sua posizione? A domanda secca, il Sindaco risponde: “Certo, politicamente mi indebolisce. C’è però un piano politico e un piano amministrativo, e non credo che qualcuno voglia terminare prima del 2020 la legislatura ad Aosta. Penso anche che in questo momento, in Regione e tra i partiti, abbiano ben altro a cui pensare”.

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