Cronaca
Processo per la maxi evasione al J.B Festaz: assolti gli ultimi due Presidenti del CdA
Aosta - Ernesto Demarie, presidente in carica, e Carlo Ferina, suo predecessore, sono stati assolti “perché il fatto non sussiste” dal capitolo penale delle indagini svolte dalla GdF sull’attività della casa di cura aostana.

Assoluzione, perché il fatto non sussiste. Si è chiuso così, stamattina al Tribunale di Aosta, il processo nato dalle indagini svolte dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Aosta sull’attività della casa di cura “JB Festaz” di Aosta.

Imputati erano Ernesto Demarie, 65 anni, e Carlo Ferina, 70 anni, chiamati a comparire dinanzi al magistrato in qualità, rispettivamente, di attuale ed ultimo presidente del Consiglio di Amministrazione (e quindi, legali rappresentanti) dell’ente oggetto delle verifiche delle Fiamme gialle. Entrambi erano difesi dall’avvocato Maria Rita Bagalà.

Durante gli accertamenti, svolti fino all’estate 2016 e quindi abbracciando entrambi i mandati dei due amministratori, i finanzieri avevano accertato un’evasione fiscale sull’Iva per quasi 2 milioni di euro. Secondo quanto appurato dalla GdF, l’attività della casa di cura veniva svolta come non commerciale e in totale regime di esenzione. Tuttavia, sosteneva la Polizia tributaria, gran parte dei servizi forniti non era erogata “direttamente all’utenza, fattore che avrebbe effettivamente consentito l’applicazione delle esenzioni fiscali, bensì avvalendosi delle risorse professionali rese da altri enti, peraltro alla luce di convenzioni appositamente stipulate”.

Essendo la contestazione dell’evasione sull’Imposta sul Valore Aggiunto superiore al limite della soglia di non punibilità (fissata dalle norme a 250mila euro), la Procura di Aosta era stata chiamata a vagliare l’aspetto penale della vicenda. Al processo di stamane, però, già il rappresentante dell’accusa, il pubblico ministero Edmondo Givone, ha chiesto l’assoluzione degli imputati.

La proposta è stata accolta, dopo una breve camera di consiglio, dal giudice monocratico Maurizio d’Abrusco, che ha sentenziato con la formula “il fatto non sussiste” per entrambi gli imputati. Chiuso l’aspetto penale degli accertamenti, resta aperto, relativamente a quanto appurato dalle Fiamme gialle, quello amministrativo-fiscale, seguito dall’Agenzia delle Entrate

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