Cronaca
Per la Polizia è droga, per l’arrestato una pasta da masticazione: una perizia lo stabilirà
Aosta - Same Koshane, 27 anni, afghano, viaggiava a bordo di un bus diretto in Francia. La sostanza, quasi 1 chilogrammo, era nel suo bagaglio a mano. Alle analisi della Questura è risultata metanfetamina, ma lui ha parlato al giudice del “Makla Africano”.

Per il Gabinetto di Polizia scientifica della Questura di Aosta, che l’ha sottoposta ad analisi, non ci sono dubbi: quella sostanza “di colore verde, consistenza gommosa e forte odore di ammoniaca”, trovata la scorsa notte dai colleghi in servizio al traforo del Monte Bianco nel bagaglio a mano di un 27enne controllato su un bus diretto in Francia, è stupefacente. Per la precisione, anfetamina/metanfetamina. Il ragazzo che la portava con sé è stato quindi arrestato, con l’accusa di detenzione e traffico di stupefacenti. Anche perché ne aveva quasi un chilo: 985 grammi, per essere precisi.

Lui, Same Koshane, di origini afghane, condotto stamattina dinanzi al giudice monocratico del Tribunale di Aosta Maurizio D’Abrusco per essere giudicato con rito direttissimo, si è però giustificato dicendo che si tratta, in realtà, di una sorta di pasta da masticazione, liberamente acquistabile nel suo Paese, dove ha sostenuto di averla comprata prima di partire alla volta dell’Europa, al termine di un soggiorno di sei mesi, nel quale ha affrontato delle alla schiena. Secondo l’imputato, sarebbe reperibile anche in Europa, sotto il nome di “Makla Africano”. Controllando in rete si scopre che un prodotto con tale denominazione in effetti esiste, è a base di tabacco dal gusto leggermente mentolato ed è rivolto prevalentemente alle clientele asiatica e del sud del mondo. 

Il difensore d’ufficio del giovane fermato, l’avvocato Andrea Urbica, ha quindi chiesto di sottoporre la sostanza sequestrata ad una perizia, per determinarne la reale natura. Qualora si trattasse effettivamente di stupefacente, la consulenza dovrà stabilire anche il grado di purezza. L’incarico peritale verrà assegnato durante l’udienza fissata per lunedì prossimo, 23 ottobre. Nel frattempo, il giudice D’Abrusco ha stabilito la custodia cautelare in carcere per Koshane. L’accusa era rappresentata dal pubblico ministero Luca Ceccanti.

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