Scuola
Obbligo vaccini: la Cgil chiede ai dirigenti scolastici di non escludere i bambini iscritti
Aosta - A scriverlo è la Segretaria generale Katya Foletto, che aggiunge: "Se il decisore politico ha intenzione di escludere dalla frequenza della scuola dell’infanzia i bambini non vaccinati ma regolarmente iscritti deve dirlo assumendosene le responsabilità".

Mentre le scuole stanno per riprendere a pieno ritmo le proprie attività – apriranno infatti il 14 settembre – la Flc Cgil Valle d'Aosta, in una nota stampa, mette in fila alcuni argomenti rimasti in sospeso.

A partire dalla 'stabilizzazione' degli insegnanti alle ormai note 'Adaptations': “Riteniamo sia necessario continuare il confronto in merito alla 'Riforma Rini' della scuola secondaria di primo grado e all'istruzione delle persone adulte – spiega nella nota la Segretaria Generale Flc Cgil VdA Katya Foletto – dando stabilità all'organico dei docenti e continuità ad un tipo di formazione oggi strategico per lo sviluppo economico. Non possiamo dimenticare, inoltre, la necessità di modificare in maniera decisa l'impianto delle 'Adaptations' alla luce di un nuovo e reale coinvolgimento dei docenti”.

Non meno cocente, ricorda ancora Foletto, la querelle sull'obbligo vaccinale, il cosiddetto 'Decreto Lorenzin' diventato ormai legge un mese fa, e che ha registrato da subito una posizione molto critica da parte della Flc Cgil. Querelle sulla quale la Segretaria assume una posizione netta: “La fretta con cui il Governo ha deciso di licenziare una legge pasticciata e per alcuni versi irrazionale – scrive – non tiene in nessuna considerazione i tempi della scuola, in totale disprezzo del lavoro di dirigenti scolastici e segreterie e del valore stesso del servizio di istruzione, garantito dalla Costituzione. Le disposizioni previste dalla legge sui vaccini relativamente alla frequenza della scuola dell’infanzia non sono lo strumento giusto per perseguire le finalità che la legge si propone, così come la scelta di precludere la frequenza della scuola dell’infanzia ai bambini e alle bambine non vaccinati per decisione  consapevole delle famiglie non è certo la strada giusta per affrontare un problema che non è solo di carattere sanitario ma culturale e sociale".

La paura, secondo il sindacato, è quella che possano svilupparsi “forme di istruzione parentale che, pur se previste dalle norme, non possono e non devono sostituire la scuola pubblica”. Annunciando a breve un incontro pubblico sulle tematiche dell'obbligo vaccinale e sulle garanzie del diritto allo studio, Foletto invita “i dirigenti scolastici a non precludere la frequenza alla scuola dell'infanzia ai bambini regolarmente iscritti per l'anno scolastico 2017/18” e “a limitarsi, come prevede la legge, a segnalare all'Ausl entro il 20 settembre, per gli adempimenti di loro esclusiva competenza, i nominativi dei genitori che non abbiano sottoscritto le autocertificazioni”.

“Né la legge, né le successive circolari - chiude Foletto – impongono in alcun punto il divieto di frequenza, affermando solo che la vaccinazione costituisce un requisito di accesso: se il decisore politico ha intenzione di escludere dalla frequenza della scuola dell’infanzia fin dall’anno scolastico 2017/18 i bambini non vaccinati ma regolarmente iscritti e accettati deve dirlo esplicitamente assumendosene tutte le responsabilità".

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