I lettori di Aostasera
"Nei momenti di vacche grasse nessuno pensava al futuro, tutti cercavano il consenso immediato"
Aosta -

Egregio Presidente La Torre,

innanzitutto vorrei ringraziarla per il comunicato che ha diramato a seguito della proclamazione da parte dei sindacati dello stato di agitazione alla casa da gioco di Saint-Vincent. Il ringraziamento è legato al fatto che nella sua nota ha introdotto tutta una serie di elementi di grande importanza che meritano attente considerazioni. Prima di entrare nel merito delle questioni, mi preme chiarire che  le riflessioni che sto per fare non vogliono e non devono essere in nessun modo considerate come  una risposta al suo comunicato. Voglio semplicemente dare il mio umile contributo a quella operazione verità che si sta cercando di fare sulla vicenda casinò e voglio farlo soprattuto per i cittadini valdostani che sono “bombardati” da mille notizie e che sicuramente hanno difficoltà a capire bene cosa stia realmente succedendo.

Per prima cosa vorrei dire che posso condividere quando si sostiene che anche le organizzazioni sindacali hanno una parte di colpe in questa situazione, così come in altre. L'errore più grande che può essere imputato ai sindacati è quello di aver contribuito a mettere in atto modelli che nel tempo non si sono dimostrati sostenibili sotto l'aspetto finanziario e che alla lunga stanno presentando il conto. Purtroppo spesso si è pensato troppo al ritorno che le varie scelte avrebbero dato nell'immediato e troppo poco ai risvolti futuri. Pensando a temi di più ampia gittata basta riflettere un attimo sul sistema pensionistico italiano: oggi si stanno pagando a caro prezzo scelte disastrose come quelle delle baby pensioni o delle pensioni d'oro. Lei capirà però che probabilmente era difficile per i sindacati opporsi a delle proposte che venivano fatte dalla parte politica e che andavano a favorire i lavoratori. Sarebbe stato impopolare dire di no e le persone in quei momenti non lo avrebbero capito e accettato. Oggi sono tutti bravi a fare processi e a cercare colpevoli, ma nei momenti di vacche grasse quasi nessuno si poneva il problema di cosa sarebbe successo nel futuro e tutti erano alla ricerca del consenso immediato. Mi permetta quindi di dire che nella suddivisione delle colpe, con ogni probabilità, la classe della quale lei è un illustre rappresentante da lungo tempo si trova in netto vantaggio.

Detto questo, non accetto però che si dica in generale che i sindacati non sono costruttivi nella questione casinò. Mi preme ricordare che il sottoscritto e la sigla che rappresento, quando ha avuto inizio la crisi del casinò, si sono assunti grandi responsabilità e si sono dimostrati più che mai costruttivi. Quando qualcuno faceva credere che la soluzione al problema stava nell'azzerare il management dell'azienda, lasciando sottointendere ai lavoratori che loro non dovevano essere toccati, noi siamo stati tra i primi a dire che in realtà la situazione era talmente grave da richiedere anche un intervento sui costi del personale e che si doveva aprire una trattativa in tal senso. E le assicuro che non è stato facile assumere certe posizioni, anche perchè sicuramente non pagano in termini di consensi e tesseramenti. Ma era giusto farlo e lo abbiamo fatto. Alla fine la posizione di pochi è poi diventata, con i vari rispettabili distinguo, quella di tutti e i lavoratori hanno votato con due diversi referendum la scelta di tagliarsi le retribuzioni, per contribuire ogni mese in maniera concreta alla salvezza della loro azienda. Possiamo quindi dire che, oltre che sul cuore, la mano è stata messa anche nel portafoglio dei lavoratori! E possiamo altrettanto dire che non è bastato azzerare il management aziendale per risolvere il problema, visto che nel frattempo abbiamo assistito all'insediamento di un nuovo Direttore generale che ha clamorosamente fallito nel suo tentativo ed è già migratoverso altri lidi.

Bisogna ripartire proprio mettendo fine a questa girandola di manager, se si vuole garantire un futuro all'azienda e se non si vuole sprecare il denaro versato nelle sue casse. E noi non vogliamo che venga sprecato nemmeno un Euro, perché, le assicuro, che siamo ben consapevoli dei problemi che esistono nei vari settori in Valle d'Aosta, dall'agricoltura alla sanità, visto  che ci confrontiamo con le persone e con i loro problemi tutti i giorni. Ed è proprio per rispetto di queste persone che bisogna dire le cose come stanno e fare delle scelte che possano essere da tutti comprese e condivise. Bisogna per prima cosa spiegare che i finanziamenti erogati al casinò sono finalizzati a mettere in atto il piano di ristrutturazione e di rilancio dell'azienda approvato dal Consiglio Regionale nel 2009. Non era immaginabile che fosse l'azienda a farsi carico delle spese legate ai piani e ai lavori di ristrutturazione, lavori sulla bontà dei quali ognuno è poi libero di esprimere il proprio pensiero. Bisogna dire che l'azienda di cui parliamo introita, nonostante tutto, circa 60/65 milioni di Euro all'anno, realtà assolutamente unica nella nostra Regione e che rappresenta un patrimonio di tutti i valdostani. Bisogna dire che se si vuole salvaguardare questo patrimonio sono necessarie, facendo seguito agli impegni del 2009, delle operazioni finanziarie per garantirne la sopravvivenza. In contemporanea bisogna poi decidere come si vuole gestire l'azienda in futuro e chiarire se si vuole andare verso una gestione privata o se si vuole continuare con l'attuale modello. Fatta la scelta, si deve strutturare l'azienda in modo tale da poter funzionare al meglio, individuando le persone più competenti per farlo. Una volta nominate, bisogna dar loro un mandato e degli obiettivi chiari da realizzare, lasciando loro però il tempo necessario per riuscirvi. E' giusto e doveroso vigilare sulla gestione aziendale, ma la troppa esposizione mediatica e politica alla quale il casinò è sottoposto non aiuta sicuramente a rasserenare il clima all'interno e all'esterno dell'azienda. Si stabiliscano dei momenti e dei livelli di verifica, ma nel frattempo lasciateli e lasciateci lavorare in serenità. Sì, perché anche i sindacati avranno il loro bel lavoro da fare. Infatti siamo tutti consapevoli che il tema del personale va affrontato e risolto definitivamente e nessuno ha intenzioni di sottrarsi dal compito. E le assicuro che cercheremo di farlo con grande senso di responsabilità verso i lavoratori e verso i valdostani.

            Il segretario regionale SAVT/Casinò

                     Claudio Albertinelli   

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