Cronaca
La sostanza sequestrata al 26enne afghano non è droga: disposta la scarcerazione
Aosta - Secondo la perizia depositata in tribunale, quello trasportato da Same Koshane è un insieme di tabacco ed altre sostanze non psicotrope, riconducibile ad un preparato popolare in Afghanistan, dove il giovane aveva detto di averlo comprato.

Si apriranno a breve le porte del carcere per Same Koshane, il 26enne afghano arrestato lo scorso 18 ottobre al traforo del Monte Bianco con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti. La perizia disposta dal giudice Maurizio D’Abrusco sulla sostanza sequestrata al ragazzo facendolo finire in manette, realizzata dalla responsabile del laboratorio chimico, biologico e microbiologico dell’Arpa della Valle d’Aosta, Cristina Gibellino, è stata depositata oggi in Tribunale

Nel dettaglio, i 985 grammi di pasta dalla “consistenza gommosa, colore verde e forte odore di ammoniaca”, che il giovane aveva nel bagaglio a mano, non contengono stupefacente. Si tratta di un insieme di tabacco ed altre sostanze non psicotrope, riconducibili al “Naswar”, un preparato da tenere sotto la lingua, o tra la gengiva e il labbro, molto popolare in Afghanistan, Pakistan, India ed altri paesi di quella zona del mondo.

Il pubblico ministero Luca Ceccanti, appreso dei contenuti della relazione tecnica, ha quindi presentato immediatamente istanza di revoca della custodia cautelare in carcere cui Koshane era stato sottoposto nell’udienza di convalida del suo fermo, in attesa di conoscere l’esito della perizia. Il giudice D’Abrusco l’ha accolta: il giovane verrà quindi scarcerato nelle prossime ore. Durante il processo, prima di essere portato alla casa circondariale di Brissogne, l’arrestato aveva detto che, quella contenuta nel suo zaino, era una sorta di pasta da masticazione, liberamente acquistabile nel suo Paese, dove aveva sostenuto di averla comprata prima di partire alla volta dell’Europa. 

I Poliziotti in servizio al tunnel del Monte Bianco avevano controllato il 26enne afghano su un bus diretto in Francia. Per le analisi della Polizia scientifica, si trattava di uno stupefacente del tipo anfetamina/metanfetamina ed era quindi scattato l’arresto. Resta fissata l’udienza fissata per lunedì prossimo, 30 ottobre, durante la quale il giudice monocratico del Tribunale di Aosta si pronuncerà definitivamente sul caso, prendendo atto della perizia. Un appuntamento che Same Koshane aspetterà però da libero. L'avvocato che lo ha difeso, Andrea Urbica, si dice già da oggi “soddisfatto, perché il sospetto che si trattasse di sostanza lecita era più che fondato”. 

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