Politiche 2018
La réunion Uv-Uvp protagonista del comizio finale di Favre e Lanièce
Aosta - Alessia Favre si scusa con i militanti Uv: “Mi spiace se nel passato le parole che ho utilizzato vi hanno fatto male”. Tanti, durante la serata, gli inviti a riunire i due movimenti, negli interventi che si sono avvicendati.

“Ci siamo scannati, ma ora dobbiamo lavorare assieme, dobbiamo ridare ai valdostani il movimento dei valdostani, unire le istanze della Valle d'Aosta sotto un unico simbolo”. Alexandre Bertolin, segretario della Jeunesse Valdôtaine, sezione giovanile dell'Union, è stato solo il primo in ordine di tempo a recitare le parole d'ordine della serata.

Il comizio di chiusura dei candidati Alessia Favre, alla Camera, e Albert Lanièce, al Senato, si è svolto ieri sera nella sala del cinema De la Ville di Aosta e tra i temi principali ha avuto, per forza di cose, quello dei rapporti tra le due Union, ora unite in coalizione assieme a Pd-Psi e Epav.

Se Bertolin ha evocato il lavoro che nella fine degli anni '70 aveva fatto Bruno Salvadori, per riunire il Mouvement di allora, Favre ha pescato in un passato ben più prossimo, parlando di se stessa e del ruolo avuto nel traghettare la scissione Progressiste, da presidente del partito, un ruolo che l'aveva portata a dure esternazioni nei confronti dell'Union “originale”.

“Mi spiace se nel passato le parole che ho utilizzato vi hanno fatto male”, ha detto, rivolgendosi alla platea e strappando uno degli applausi più sentiti, almeno all'apparenza, della serata. Subito dopo, ha ringraziato il compagno di viaggio in questa campagna elettorale, Lanièce, “perché siamo valdostani nella stessa forza, nella stesse pelle”. Durante la serata, un riferimento di Favre, suggerito dalla attuale presidente di Uvp Elisa Bonin, è stato Maria Ida Viglino: “Figura dietro alla quale c'è stata una grande Union”, ha affermato.

“Le elezioni politiche in Valle d'Aosta sono state troppo spesso momenti di divisione – ha ricordato invece il presidente Uv Ennio Pastoret – e questo la Valle non può più permetterselo”. “Per questo – ha continuato – in un clima di confusione per via della presenza abnorme di candidature, abbiamo voluto lanciare un messaggio chiaro”.

L'altro binario che ha veicolato il treno del discorso della serata, al fianco della “réunion”, è stato certamente il desiderio di presentarsi come una coalizione responsabile, di governo, contro demagogie e populismi, individuate principalmente in Lega e 5 Stelle, ma anche contro una certa retorica della società civile, rappresentata, secondo chi è intervenuto, dalla coalizione di Alpe, Stella Alpina e Pnv.

“Non abbiamo bisogno di maschere e di invocare la società civile – ha detto Bonin – siamo noi la società civile”. “I nostri candidati hanno quella consapevolezza che nasce nella vita di sezione – sostiene il coordinatore Epav Marco Curighetti – non si improvvisa in un mese di campagna”.

Questo spirito istituzionale ha imperniato tutto l'intervento finale di Lanièce che ha avuto il compito di elencare i temi su cui la coalizione ritiene necessario spingere in Parlamento: “Abbiamo fatto, incontrando la popolazione, delle integrazioni importanti sul programma”, ha spiegato il senatore uscente. Si parla di protezione dei prodotti tipici e legge sui reati alimentari, oltre che della necessità di “prendere nelle Commissioni” una decisione seria sulla questione del lupo.

Lanièce ha poi proseguito con la necessità di “rivalorizzare i voucher in alcuni settori nei quali, secondo gli stessi addetti, sarebbero importanti”, ma anche di microcredito alle imprese e detrazioni fiscali. Un altro punto, tra quelli elencati, su cui Lanièce si è soffermato maggiormente è stato quella riguardo alla figura dei caregiver: “ Si tratta di riconoscere il lavoro dei familiari che accudiscono gli anziani”.

Nel ricordarsi europeista, Lanièce incrocia i temi dell'intervento della segretaria Pd Sara Timpano, che ha ricordato anche l'impegno dei due candidati a sostenere un eventuale governo democratico. L'appoggio, se ce ne sarà la possibilità, avverrebbe dal gruppo delle minoranze linguistiche, dove Favre e Lanièce intendono collocarsi se eletti.

La grande paura della coalizione in questa tornata? Il pareggio, terzi incomodi permettendo, con quella che sostiene Giampaolo Marcoz e Luisa Trione, ovvero ritrovarsi con un parlamentare eletto per ciascuna alleanza: “Per noi il pareggio non esiste e a chi fosse ammaliato da quelle sirene negative – ha ammonito Pastoret, rivolto ai presenti – è il caso di ricordare quegli atteggiamenti che hanno portato ad una Valle divisa e litigiosa: perciò sostenete e votate tutti e due i nostri candidati”.

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