Cronaca
La Procura chiede il rinvio a giudizio di una guida tedesca per la valanga in Val Veny
Aosta - L’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Luca Ceccanti è stata condotta per omicidio colposo. La neve travolse vari gruppi di “freeriders”, uccidendone tre (tra i quali il 35enne troinese Federico Mighetto) e ferendone cinque.

Oltre ad aver chiuso le indagini sulla valanga della Valgrisenche del 5 marzo 2017, la Procura di Aosta ha chiesto un rinvio a giudizio anche per l’altra grande tragedia della scorsa primavera. Parliamo del distacco che, appena tre giorni prima, travolse vari gruppi di freeriders nel canalone della Visaille, a Courmayeur, facendo tre morti (un belga, un tedesco e il 35enne torinese Federico Mighetto) e cinque feriti.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Luca Ceccanti, è stata condotta per omicidio colposo. La richiesta avanzata dalla Procura al Giudice per l’Udienza Preliminare è di rinviare a giudizio una guida alpina tedesca, che, quel giorno, quando la neve aveva investito diciotto freeriders, era nel passaggio lungo circa duecento metri, assieme a dei connazionali, tra i quali una delle vittime. Nella zona, da oltre vent'anni, è in vigore il divieto dello sci in fuoripista: l'ordinanza emessa nel febbraio del 1996 dall'allora sindaco Ferdinando Derriard era finalizzata a evitare il ripetersi di "gravi incidenti".

Al termine delle operazioni, gli uomini del Soccorso Alpino Valdostano e della Guardia di finanza avevano raccontato di essersi trovati di fronte ad una scena tale da ricordare “un campo di battaglia”. Quando gli elicotteri avevano depositato le guide, alcuni sciatori erano intenti a scavare nella neve, alla ricerca di altri travolti. I soccorritori avevano messo anche l’accento sul rialzo termico significativo di quel giorno, con seppellimenti risultati importanti, anche di un metro, un metro e mezzo.

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