Regione
La minoranza attacca a tutto tondo: affondo su Casinò, Servizi assistenziali e agricoltura
Aosta - Si riapre l'agenda politica regionale e la minoranza riunita comincia a battere il terreno attaccando il governo sul rosso della casa da gioco, i ritardi dei contributi in agricoltura ed i bandi sui servizi socio-assistenziali.

Si riapre l'agenda politica regionale, in attesa del Consiglio Valle del 21 e 22 settembre, e la minoranza riunita comincia a battere il terreno. Anzitutto lo schieramento compatto di Alpe, MoVimento 5 Stelle ed Elso Gerandin per il fronte del 'No' al referendum costituzionale, visto come un provvedimento centralista e centralizzante e che non lascia alcuna garanzia alla Valle d'Aosta rispetto ad altre regioni e province autonome.

Il rosso del Casinò
Poi la situazione più strettamente regionale, a partire dai conti della casa da gioco di Saint-Vincent: “Ad agosto, in una Valle assolata e di piena turisti – attacca subito Albert Chatrian, capogruppo Alpe – si consumava il dramma del Casinò con le sale deserte. Una società pesante e senza ospiti, nel caos totale, dove non si capisce chi debba fare cosa”. Ma soprattutto l'attacco è sui numeri, per bilanci in continua perdita e che si assestano sui 19 milioni di euro l'anno di media dal 2012, per circa 90 milioni totali nel quinquennio 2012/16 “Con i 30 milioni di imposte anticipate le perdite sarebbero salite a 120 – spiega Elso Gerandin, Gruppo misto di minoranza – ma ci sono altri passaggi preoccupanti: nell'approvazione del rendiconto di Finaosta ci sono 20 milioni di euro di residuo classificato come inadempiente. Perché nel 2015 il Casinò, una società totalmente in house, viene classificato tra le attività deteriorate? Chi nel cda di Finaosta ha deliberato questo mutuo?”.

Situazione che non migliora vista dall'osservatorio del M5S: “La soluzione di passare ad una gestione privata del Casinò ci sembra corretta - spiega invece Roberto Cognetta - ma non vanno massacrati i lavoratori, non va fatta una macelleria sociale”.

Il punto sull'agricoltura
Anche qui unanime il coro di denuncia della situazione dell'agricoltura in Valle che “Soffre di un male endemico – ancora Cognetta – con gli agricoltori lasciati soli di fronte alla burocrazia” basata, secondo Chatrian, su un “modello che fa acqua da tutte le parti, non in grado di onorare impegni delle annualità 2015, figuriamoci quelle del 2016. Si pensa solo di limitare i poteri del direttore di AREA Carlo Francesia come se fosse una sua responsabilità e basta”.

Servizi Socio-assistenziali in crisi
“Chiediamo che vengano revocati i bandi in essere e che venga sottoscritta una convenzione con i sindacati per attribuire i punteggi – spiega Gerandin –. Il bando sui servizi agli anziani del Comune di Aosta è inaccettabile, taglia fuori tutte le imprese valdostane come ha fatto quello delle imprese di pulizia degli stabili regionali creando una categoria di lavoratori disagiati, dimenticati da tutti. Non vogliamo bandi con la componente economica preponderante”.

A margine lo sguardo d'insieme sulla regione da parte della minoranza consiliare è impietoso: “Tecniche da vecchia politica – affonda Chantal Certan, Alpe – dalle bizze contro tutte le categorie dell'assessore Rini per la sua leggina sulla scuola fino alla sua nomina 'di imperio', che sa di commissariamento, del Direttore dell'Istituto Musicale (Efisio Blanc, ndr) bypassando il collegio accademico che dovrebbe scegliere”. O ancora sulla Commissione speciale per la riforma dello Statuto, ormai affondata, secondo Chatrian “Per faide interne, pare per questioni legate alla Presidenza e ai compensi, e che potrebbe confluire in Prima Commissione. Questo è il nuovo modello che avanza, mentre la disoccupazione in Valle viaggia sul 9%”. Sulla commissione insiste anche Alberto Bertin: “Non era il caso di rimandare queste decisioni al dopo referendum, quando avremo tutti un quadro più chiaro? In realtà la Commissione Statuto è stata l'ennesima questione importante affrontata solamente per dare dei posti a qualcuno a dimostrazione che avere grandi maggioranze e grandi numeri non bastano per governare”.

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