Regionali 2018
I numeri del nuovo consiglio regionale: le donne salgono a 8, i nuovi eletti solo 15
Aosta - Dopo i risultati, l'analisi di alcuni numeri che dicono come sarà composta la nuova assemblea regionale.

Diciamolo: una sorta di parità nella rappresentanza di genere nell’Assemblea regionale valdostana è di là da venire. Sicuramente richiede un lavoro a monte, sulla cultura di genere, che porti ad una maggior presenza nelle diverse liste di donne qualificate e preparate, candidate da tutti per vincere e “per fare la differenza”, e non usate a mò di meri riempitivi e tappabuchi o come portatrici d’acqua ai big, che casualmente sono a stragrande maggioranza uomini.

Ciò detto in questo Consiglio regionale siederanno 8 donne, il doppio rispetto a quelle della legislatura appena chiusa (erano 5, poi l’uscita di Carmela Fontana ha ridotto il numero a 4).

Un plauso da questo punto di vista va dato alla lista arancione di Impegno Civico: sulle donne ha puntato candidandone il 60 per cento ed è riuscita ad eleggerne due – Daria Pulz e Chiara Minelli – sui tre seggi conquistati. Anche la Lega, con numeri meno generosi per quanto riguarda la presenza femminile, ha scelto una capolista Nicoletta Spelgatti, che rimane però l’unica donna eletta nelle fila del Carroccio.

Trovano poi la riconferma Patrizia Morelli e Chantal Certan di Alpe, anche qui due donne su tre seggi, e Emily Rini che invece siederà in solitaria con altri sei colleghi uomini.  Il Movimento 5 Stelle raddoppia e i seggi, da 2 a 4, e porta in Consiglio due donne: Maria Luisa Russo e Manuela Nasso.

Se sul fronte femminile c’è ancora molto da lavorare, anche su quello dei volti nuovi, si poteva decisamente fare meglio. Il cambio della guardia di fatto non c’è stato e a spuntarla sono stati per lo più i politici della vecchia legislatura: su 35 consiglieri in 20 sono stati riconfermati  - 17 uomini e 3 donne - e solo 15 sono nuovi ingressi, di cui 5 donne e 10 uomini.

Il nutrito fronte autonomista – Stella Alpina/PnV/Area Civica, Union Valdotaine, UVP, Alpe e anche il neonato Mouv – si è dimostrato il più restio al “changement” invocato da più parti e in tante lingue in campagna elettorale: nelle loro fila siedono 19 consiglieri uscenti (su 20 riconfermati) mentre i volti nuovi – ad esclusione di Jean-Claude Daudry (UVP) e Marco Sorbara (UV) – sono tutti espressione delle forze che fanno il loro ingresso per la prima volta in consiglio ovvero la Lega, Movimento 5 stelle e Impegno Civico.

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