Cronaca
Finaosta, indagato Massimo Lévèque per la sua nomina a presidente
Aosta - La contestazione è turbativa di procedimento amministrativo nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla guardia di finanza e dai carabinieri e coordinata dalla procura di Aosta. Nell'inchiesta è coinvolto anche l'ex presidente della Regione Rollandin.

Il presidente della Finaosta spa Massimo Lévèque è indagato per turbativa di procedimento amministrativo nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla guardia di finanza e dai carabinieri e coordinata dalla procura di Aosta. A darne notizia è l'Ansa. Al centro dell'indagine ci sarebbe la sua nomina a capo della finanziaria regionale e la determinazione del suo compenso. Lévèque è stato nominato venerdì scorso dal Cda di Finaosta anche come presidente di Cva in sostituzione del dimissionario Trisoldi. 

In Finaosta Lévèque era stato nominato dall'allora Giunta Rollandin il 7 agosto 2015 senza che però venisse applicata la riduzione dei compensi del Cda, prevista sin dal 1° gennaio 2015 dal decreto Renzi-Madia sulle Pa. Soltanto un mese e mezzo dopo la nomina il compenso di Lévèque fu ridotto da 80mila euro lordi annui a 25.200 euro. Sulla vicenda i Carabinieri avevano effettuato a settembre del 2015 una perquisizione in Finaosta acquisendo documentazione in seguito ad una indagine aperta dalla Procura. Dopo una richiesta di archiviazione dello scorso giugno da parte della stessa procura di Aosta è stato il pm Giancarlo Avenati Bassi a riaprire l'inchiesta. Il Procuratore capo vuole verificare due circostanze. La prima riguarda l'ipotesi di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (articolo 353 bis del codice penale): se a Leveque, nel 2015, era stato promesso un emolumento di 80-100 mila nonostante la legge nazionale ne prevedesse uno a 25 mila, altri potenziali candidati per il suo ruolo sarebbero stati svantaggiati, non essendo a conoscenza di questo compenso 'extra'. In secondo luogo la procura vuole accertare una nuova ipotesi: se nel tempo quella promessa a Leveque sia stata effettivamente mantenuta con altre possibili voci di emolumento, come - solo a titolo di esempio - rimborsi e consulenze. 

Nell'inchiesta è coinvolto anche l'ex presidente della Regione Valle d'Aosta, Augusto Rollandin. La precedente inchiesta, nata da alcune intercettazioni della procura di Torino, era stata archiviata su richiesta dello stesso pm Longarini, attualmente sospeso, dopo una valutazione del ruolo dell'ex presidente della Regione, Augusto Rollandin, all'interno dell'assemblea di Finaosta. Secondo Longarini, infatti, Rollandin partecipava a quelle assemblee come socio di Finaosta, che è una società per azioni, quindi come un privato, e non come presidente della Regione. Una diversa qualificazione che non avrebbe consentito di contestargli reati contro la pubblica amministrazione. 

 

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