Politiche 2018
Di Stefano ad Aosta senza scontri: “Non fatevi spaventare dalla strategia della tensione”
Aosta - Ad accogliere il candidato premier di Casapound all’Hostellerie du Cheval Blanc c’erano le forze dell’ordine, dispiegate in massa per evitare qualsiasi tipo di disordine vista la notte di guerriglia urbana andata in scena ieri sera a Torino.

Silvio Berlusconi? Matteo Salvini? Giorgia Meloni? Chi si aspettava l’arrivo in Valle di uno dei pezzi grossi della destra italiana oggi si è dovuto “accontentare” dell’esponente meno moderato dell’area. Ad Aosta, infatti, è sbarcato Simone Di Stefano, candidato premier per Casapound, partito che ha preso le distanze dalla coalizione formata da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia per correre da solo alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo.

Ad accogliere Di Stefano all’Hostellerie du Cheval Blanc, luogo scelto dal movimento per il comizio, c’erano le forze dell’ordine, dispiegate in massa per evitare qualsiasi tipo di disordine vista anche la notte di guerriglia urbana, con sassaiola scatenata da alcuni gruppi antifascisti, andata in scena ieri sera a Torino dopo un comizio di Casapound. Oltre agli uomini in divisa c’erano ovviamente anche i due candidati locali, Lorenzo Aiello (Camera) e Sonny Perino (Senato) e una cinquantina di persone, salite ulteriormente di numero durante l’incontro, accorse ad ascoltarlo.

“Da romano mi sento molto legato a questa città di cui riconosco i simboli e la storia”, ha dichiarato in apertura Di Stefano, prima di iniziare un monologo lungo 45 minuti in cui, oltre a snocciolare il programma punto per punto (già illustrato dai due candidati sul territorio in svariate occasioni) si è soffermato a lungo sull’attualità della campagna elettorale e sui possibili scenari post voto. “La sinistra non parla più agli italiani, non si cura più dei loro problemi, delle loro difficoltà, dal lavoro ai figli”, ha continuato, spiegando che “da entrambi le parti si sta mettendo in atto una strategia della tensione, puntando il dito sugli estremismi, per mettere paura all’elettorato: spaventiamo tutti, così forse nel segreto dell'urna, la gente, spaventata da una guerra civile che non esiste, magari voterà di nuovo Partito Democratico o Forza Italia”.

E ha specificato: “Scordatevi destra e sinistra, Berlusconi parla come Renzi: ha già detto che servirà un governo delle grandi intese e che se non si potrà governare si andrà nuovamente a votare. E’ una truffa, sono già d’accordo per un governo tecnico, come è avvenuto per la passata legislatura, e una parte della Lega li seguirà”.

Di Stefano, quindi, non ha risparmiato neanche il leader del Carroccio: “Dice che se prenderà anche solo un voto in più di Berlusconi farà il premier ma sa benissimo che non è affatto così, la Lega si spaccherà”.  E l’obiettivo di Casapound, qual è? “Vogliamo rimettere questo paese nelle mani del popolo italiano”. Concretamente, a fine incontro, Di Stefano spiega che Casapound punta a superare la soglia di sbarramento del 3%: “Per noi vorrebbe dire vedere eletti 12 parlamentari e iniziare la nostra piccola rivoluzione”. In quest’ottica, però, con tutta probabilità la Valle d’Aosta e il suo collegio elettorale uninominale non potranno dargli una mano. “Qui l’obiettivo è farci conoscere, soprattutto tra i giovani, e crescere”, ha concluso prima di posare per alcune fotografie di rito insieme ai suoi sostenitori.

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