Politica
Costi della politica, Alpe: "Siamo stati trasparenti e rigorosi e questo ci ha penalizzato"
Aosta - Albert Chatrian e Patrizia Morelli commentano la sentenza della Cassazione che ha confermato ad entrambi il finanziamento illecito ai partiti, rinviando però in Corte d’Appello per la rideterminazione delle pene.

“Paradossalmente il fatto di aver avuto una contabilità così precisa, dobbiamo constatare che ci ha penalizzati”. Albert Chatrian e Patrizia Morelli commentano la sentenza della Cassazione che ha confermato ad entrambi il finanziamento illecito ai partiti, rinviando però in Corte d’Appello per la rideterminazione delle pene.

Gli “ermellini” hanno circoscritto il reato su due spese: i 554 euro per l’acquisto di alcune sveglie con il logo di Alpe e i 1936 euro per la pubblicazione sul quotidiano Il Manifesto del bilancio del movimento. “Un totale di 2.400 euro su un contributo al gruppo di 406mila euro”

Vengono invece stralciate le spese destinate al pagamento dei dipendenti “perché il fatto non sussiste” e “estinti per prescrizione” altre spese relative all’acquisto di altri gadget.

“Sulle spese propagandistiche esistono delle sentenze che le legittimano” sottolinea Patrizia Morelli “mentre nel caso della pubblicazione del bilancio di partito, che noi abbiamo ritenuto di fare in ossequio alla trasparenza, la stessa spesa ci è stata ammessa dalla Corte dei Conti”.

A tutti i membri dell’allora gruppo di Alpe - Roberto Louvin e Giuseppe Cerise -  vengono contestate in egual misura le stesse spese, ad esclusione di Alberto Bertin “che non ha mai anticipato nessuna spesa e per questo non è entrato nell’inchiesta della Procura”.

Sul futuro politico i due consiglieri del Galletto non si sbilanciano. “Per noi questo non cambia nulla – sottolinea Albert Chatrian - rivendichiamo le scelte fatte in questi anni, tutto è tracciabile e trasparente”. E sull’eventuale candidatura per le regionali: “Faremo tutte le valutazioni di natura personale con i colleghi eletti e con il movimento”.

Al fianco dei due consiglieri il Presidente di Alpe, Alexis Vallet e il vice Pietro Varisella. “Come movimento abbiamo sempre sostenuto i nostri consiglieri in questo lungo viaggio legale perché sapevamo perfettamente come avevamo speso i soldi e sapevamo che li avevano spesi per attività politica – ricorda Vallet - Quando  si entra nel tritacarne giudiziario bisogna avere la capacità di valutare con occhio critico quanto successo”.

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