Cultura
Chiusura in sordina per Les Mots, Gabbani non canta e i fans tornano a casa delusi
Aosta - In tanti sono arrivati ieri sera in piazza Chanoux per incontrare da vicino il proprio idolo, protagonista dell'ultimo appuntamento del Festival della parola.

Ospitare un personaggio atteso, amato e osannato in un Festival della parola come Les Mots è una scelta ardua: l'idolo del momento potrebbe non corrispondere all'idea che ci si è fatta di lui, o i contenuti potrebbero non essere sufficienti per un festival che si vuole innanzitutto letterario.

Non è bastato il bel sorriso fresco e pulito di Francesco Gabbani a soddisfare i presenti in piazza Chanoux. In pochi colgono la frase detta da Colasanti sottovoce, quasi per timore di una rivolta generale, a inizio serata: “Questo non sarà un concerto, ma una chiacchierata con uno dei volti più noti, al momento, della musica italiana”. Già, ma come si fa a non aspettarsi nemmeno una nota di pianoforte, nemmeno un “Occidentali's Karma” appena appena sussurrato?

La promessa era ghiotta: “Francesco Gabbani ci regala in tempo live il suo ritratto di artista”, recitava il libretto della manifestazione, promessa che infatti riesce a richiamare in piazza una folla di diverse età, pronta a vedere da vicino l'idolo del momento.

Gabbani arriva scortato da alcuni agenti e si infila subito in camerino nonostante parta spontaneo l'applauso del pubblico, tocca quindi a Colasanti prendere la parola e inaugurare una serata che lo vedrà defilato per dare spazio al cantante e al suo interlocutore, il giornalista David De Filippi.

La chiacchierata parte nel modo più classico e semplice possibile, ossia con il bilancio dell'ultimo anno di Gabbani, un anno che lo ha visto protagonista indiscusso su qualsiasi fronte (discografico, radiofonico, televisivo e live): “Se ripenso a quest'anno appena passato potrei descriverlo come irripetibile, ma in verità spero di sbagliarmi, perché vorrei avere la fortuna nella mia vita di rivivere altre volte questa magia”. De Filippi non esce mai dallo schema dell'interlocutore formale, nonostante giochi la parte del disturbatore quando chiede la data di uscita del prossimo album, domanda che Gabbani dribbla con un “quando sarà pronto”. Vengono ricordati en passant Battiato, uno degli artisti che Gabbani ammira maggiormente e che definisce “di una saggezza così elevata da aver fatto ormai il giro ed essere ritornato estremamente semplice”, e Celentano, a cui il cantante ha dato una delle sue canzoni, “Un bambino col fucile”, per l'ultimo album con Mina.

Spazio poi al tema della manifestazione, che Gabbani affronta con una similitudine che mette a confronto la montagna e la lungimiranza: “Vengo da Carrara, dove abbiamo mare e montagna. Mi piace così tanto la montagna perché quando andavo al mare stavo in ammollo e guardavo verso le montagne, e si sa che vogliamo sempre quello che non abbiamo in quel momento. Oltretutto per me la montagna è qualcosa di magico: più sali e più l'orizzonte si allarga e tu acquisti consapevolezza come quando guardi le cose dall'alto. A me piace guardare le cose dall'alto, ma non dev'essere scambiata per altezzosità, è solo il piacere di avere una prospettiva privilegiata. E poi la montagna è l'immagine della lungimiranza: bisogna salire e tendere alla vetta che rappresenta la meta, ma sempre tenendo d'occhio il presente, ovvero dove poggiamo i piedi”. A frenare subito il momento quasi filosofico sulla montagna un'intervista doppia in stile Iene, con le domande che i fan hanno inviato e che De Filippi ha raccolto.

Dopo la pseudo intervista doppia, De Filippi annuncia la fine dell'incontro, la gente sembra perplessa e sembra aspettarsi quello che tutti potevano prevedere: qualche nota, qualche traccia di canzone. Niente. I bambini assaltano il palco e cercano autografi e fotografie, ma c'è solo il tempo per una grande foto di gruppo tutti insieme e poi il cantante viene portato via da diversi agenti, rincorso da tantissimi giovani accorsi in piazza per tornare a casa almeno con un selfie, ma che rimarranno a bocca asciutta.

Ospitare un personaggio così famoso è un'arma a doppio taglio: crea consensi e galvanizza il pubblico, ma non sempre lo gratifica e lo soddisfa, e forse con Gabbani il passo è stato più lungo della gamba, nonostante la promessa fosse sottolineata dal palmares della seppur corta carriera del cantante (due volte vincitore del Festival di Sanremo, del Premio Emanuele Luzzati, del Premio della Critica Mia Martini e del Premio al miglior testo Sergio Bardotti). L'incontro dura 50 minuti e del tema della manifestazione rimane ben poco, mentre il “prodotto Gabbani” è stato venduto alla grande.

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