Politica
Casinò, l'Assessore Perron nel mirino della sua stessa maggioranza
Aosta - A scatenare le proteste il presunto congelamento nelle riserve di Cva di 48 milioni per la Casa da gioco. Marcia indietro del Governo che dopo la sospensione modifica il parere tecnico sugli emendamenti di minoranza.

Non è servito l’accordo raggiunto ieri sull’ordine del giorno presentato dalla minoranza per evitare all’Assessore regionale alle Finanze, Ego Perron, di finire sulla graticola, contestato dalla sua stessa maggioranza. Il tiro al bersaglio è iniziato con le dichiarazioni del capogruppo di Alpe. “Deve essere chiaro a tutti che stiamo facendo una discussione su una decisione già presa perché i soldi per il Casinò sono già stati destinati. Non solo, quei soldi non basteranno”. La minoranza ha presentato degli emendamenti che destinavano ad altri settori le riserve distribuite da Cva, in relazione al processo di quotazione. Iniziative che hanno ricevuto però parere negativo dagli uffici in quanto “non assicurano il mantenimento degli equilibri finanziari complessivi”. “Ci è stato detto che questi soldi sono intoccabili” la lettura di Elso Gerandin del Gruppo misto di minoranza.

Alle parole della minoranza insorgono Pour Notre Vallée e Uvp che chiedono chiarimenti all’Assessore regionale al Bilancio. “Ad oggi le risorse stralciate dal comma 2 dell’articolo 19 non sono disponibili per nessuna operazione fintanto che non sarà chiarito il dossier Casinò. Quel denaro non è vincolato ma è collocato nelle riserve di Cva” dice Perron. Una smentita che però contiene anche la conferma che aspettavano i consiglieri di maggioranza e minoranza per alzare ancora di più il tiro. 

“Non si può venire a sapere in aula che c’è una prenotazione di spesa che noi non abbiamo deciso” sbotta Luigi Bertschy di Uvp. “Siamo rimasti esterrefatti, i comportamenti devono essere di credibilità all’interno dell’aula ma per dare credibilità bisogna cominciare a parlarsi chiaro Assessore” si unisce alle proteste Pierluigi Marquis di Stella Alpina.  Ci mette il carico da novanta anche Leonardo La Torre: “Se io non sono convinto su quanto deciso per il Casinò io non voto niente e esco dall’aula, il problema diventa poi vostro che dovrete trovare le soluzioni, noi cercheremo le responsabilità”. 

Torna a chiedere la testa di Perron, il grillino Roberto Cognetta: “E’ apparso chiaro che si raccontano balle in questo Consiglio. Se quotiamo in borsa Cva quei soldi in realtà sono già impegnati, alle spalle di tutti i consiglieri. Io farei una preghiera, Presidente si riprenda la delega del Casinò perché lei sa cosa fare mentre il suo assessore Perron sta sbandando su questo argomento”.

A provare a salvare l’Assessore è Jean-Pierre Guichardaz del Pd: “Queste parole vengono reinterpretate non so alla luce di quali obbiettivi, non c’è nulla di occulto, non è stato dato incarico a nessuno di procedere a un congelamento. Oggi non c’è nulla di destinato, il dibattito è aperto”.  Interviene per mettere fine al pungiball, il capogruppo Uv Joel Farcoz che chiede una sospensione dei lavori per riunione di maggioranza ,al termine della quale il Governo regionale mette la retromarcia.

"Questa sospensione ci ha dato la possibilità di fare delle verifiche sulla richieste proposte - spiega il Presidente della Regione, Augusto Rollandin -  dopo l'approfondimento fatto si è giunti alla conclusione che è possibile trovare la soluzione tecnica per dare il parere positivo agli emendamenti di minoranza presentati". 

L’ordine del giorno, condiviso ieri sera dopo un’ora e mezza di sospensione e approvato a fine mattinata, impegna il governo regionale a condizionare qualsiasi altro aiuto pubblico alla Casa da gioco alla presentazione entro il 31 gennaio 2017 alla II Commissione di un piano di riorganizzazione certo, strategico e misurabile. Piano che oltre a dettare le azioni puntuali da mettere in campo prevede, come già concordato nelle scorse settimane in maggioranza, un azzeramento del management, quadri e organi di controllo compresi.

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