Politica
Casinò, i sindacati contestano il piano di rilancio e ribadiscono: "Via la 223"
Aosta -  “I lavoratori possono rimettersi in gioco ma per farlo hanno bisogno di garanzie”.

“I soldi che verranno dati al Casinò servono per finanziare delle scelte, giuste o sbagliate, che sono state fatte dalla proprietà, non servono per mantenere dei privilegi” e ancora “I debiti vanno pagati”. I sindacati sono tornati questa mattina davanti alla IV Commissione consiliare, alla presenza dei capigruppo e della Giunta, a fare sentire la propria voce. 

Davanti ad un centinaio di lavoratori, presenti in tribuna e nella saletta delle manifestazioni, è il segretario della Funzione pubblica del Savt, Claudio Albertinelli ad aprire la seduta via streaming dell’audizione auspicando, in primis, dalla politica/proprietà, di essere ascoltata. “Siamo ad un momento di non ritorno, mancano dieci giorni alla fine della procedura della 223” ricorda Albertinelli chiedendo il ritiro dei 264 licenziamenti  - “un’arma di ricatto” -, l’applicazione dell’accordo del 2015 con la prosecuzione della riorganizzazione. “Non potete venire a chiedere ai lavoratori dei soldi senza questi paletti”.

Il segretario del Savt ha, quindi, snocciolato alcuni dati: due referendum approvati dai lavoratori con tagli che vanno dal 15 al 20% sullo stipendio, il costo del personale da 58 a 45 milioni mentre i ricavi sono passati da 97 a 64 milioni di euro. “All’opinione pubblica si fa passare un messaggio che non è corretto” ha attaccato Albertinelli. “I lavoratori possono rimettersi in gioco ma per farlo hanno bisogno di garanzie” aggiunge Walter Zampa dell’Ugl. “sicurezze su quello che l’azienda vuole fare”. I sindacati hanno quindi contestato la controparte aziendale. “Abbiamo bisogno di serietà - sottolinea Tino Mandricardi della Uil “Ad oggi abbiamo incontrato un dirigente che dice che il poker deve sparire e un altro che dice che sarà la carta vincente, ci vengono presentate tabelle che cambiano continuamente”. 

Sul banco degli imputati anche il piano di sviluppo. “Un piano di ulteriori tagli al personale” dice Giorgio Bertoldo dello Snalcs chiedendo alla proprietà gli ulteriori 40 milioni di euro anticipati dall’azienda per la ristrutturazione della casa da gioco.  Ricordando come gli 81 quadri e dirigenti guadagnano di più dell’Amministratore Unico Vilma Gaillard della Cgil ribadisce che ulteriori tagli dovranno andare a toccare queste figure. “Bisogna riconquistare la fiducia dei lavoratori”. 

Da Giorgio Piacentini della Cisl, che ha parlato di "odio" instillato all'opinione pubblica verso i lavoratori della casa da gioco, è infine arrivato l'invito al "senso di responsabilità che deve coinvolgere tutti. Se questa partita terminerà con i licenziamenti, nessuno uscirà da quest'aula come vincitore, perderemo tutti". 

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