Politica
Bocciata la riforma Madia. Lanièce: "Ricadute su Cva e partecipazioni dei Comuni all'idroelettrico"
Aosta - La parziale bocciatura della riforma colpisce i decreti attuativi su partecipate e dirigenza. Proprio da questi decreti derivava l'obbligo di quotare in borsa Cva e, riguardo ai Comuni, di vendere le loro partecipazioni alle aziende idroelettriche.

"Nei decreti attuativi della riforma Madia c'erano gli aspetti legati alle partecipate e alla pubblica dirigenza ed è chiaro che con questo stop tutto questo discorso si sospende". Il senatore Albert Lanièce commenta così la notizia di qualche ora fa riguardo alla bocciatura parziale da parte della Corte costituzionale della riforma della pubblica amministrazione, scritta dalla ministra Marianna Madia.

"Questa riforma – spiega Lanièce – è composta da una legge madre, che non è stata contestata, da cui però discendono questi decreti attuativi per i quali anche in sede parlamentare avevamo chiesto delle salvaguardie più stringenti nei confronti delle Regioni".

Secondo la Corte costituzionale, su ricorso della regione Veneto, non sono state rispettate le competenze delle Regioni dal momento in cui si chiede a queste soltanto un parere invece che l'intesa in tema "di riorganizzazione della dirigenza pubblica, di riordino della disciplina vigente riguardo al lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, di partecipazioni azionarie delle pubbliche amministrazioni e di servizi pubblici locali di interesse economico generale".

"Ora la palla torna al Governo – spiega Lanièce – che dovrà rivedere questi decreti attuativi". Nel frattempo però questa bocciatura darà respiro su questioni piuttosto importanti dal punto di vista della Valle d'Aosta. Uno riguarda la necessità di vendere o quotare in borsa la partecipata regionale Cva, l'altra l'obbligo dei Comuni valdostani di vendere le eventuali partecipazioni alle aziende dell'idroelettrico.

Proprio su quest'ultimo tema, in mattinata, si erano riuniti i sindaci della Valle d'Aosta, costituendo un gruppo di lavoro per cercare di trovare una soluzione alternativa alle richieste della riforma, che colpirebbero le entrate di una buona metà dei Comuni. "In sede parlamentare il nostro intergruppo della montagna (guidato dal deputato Enrico Borghi, ndr) si sta già attivando per discutere con il Governo su questo problema", fa sapere Lanièce.

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