Sicurezza
Benzodiazepine, ecco come funziona il drogometro: "Attenzione alla sonnolenza alla guida"
Aosta - Lo strumento ora è in dotazione alla Polizia stradale in Valle d'Aosta, segnala la positività agli stupefacenti, ma non distingue tra le sostanze. "Va comunque stabilita l'alterazione alla guida – spiega il vicequestore Mesiano – ed è un medico a farlo”.

Cannabis, oppiacei, cocaina, eroina, metanfetamina, ma non solo: anche le benzodiazepine sono nella lista delle sostanze rilevate dai nuovi controlli della Polizia stradale. Da poco meno di due mesi, infatti, la Questura della Valle d'Aosta ha annunciato di essersi dotata di uno strumento che permette di verificare se un guidatore, fermato in un posto di blocco, abbia assunto e meno stupefacenti.

Ovviamente il “drogometro”, come è stato presto ribattezzato dai media, non è uno strumento che riguarda soltanto la nostra Regione, ma è in uso dalle Forze dell'ordine italiane dal 2015. In Valle è ancora presto per far bilanci: “A memoria – ricorda il vicequestore di Aosta, Lorenzo Mesiano – abbiamo avuto due casi di guida in stato di alterazione nel mese di luglio e finora un altro caso ad agosto, in cui però è stato rilevata la positività agli stupefacenti, ma non lo stato d'alterazione”.

Bisogna infatti fare una prima specificazione: “L'articolo 187 del codice della strada parla chiaro – spiega il dirigente della Polstrada valdostana Augusto Canini – si parla di guida in stato di alterazione, cosa diversa dall'aver assunto droga magari qualche giorno prima”.

“Per stabilire se una persona è alterata o meno non sono sufficienti le capacità di un poliziotto”, racconta Canini ed è per questo che “se il precursore segnala positività a qualche stupefacente – continua Mesiani – viene fatta una visita dal nostro medico (o in mancanza di questo, al Pronto soccorso, ndr) che in base al suo giudizio decide”. Si tratta dunque di una vera e propria visita medica, per rilevare la presenza o meno di uno stato di alterazione.

In caso affermativo, il reato è penale ed è punito con la sospensione o il ritiro della patente, una volta accertata, grazie ad una prova tampone, la quantità e la qualità della sostanza assunta. Si aggiungono multe da mille e 500 a 6 mila euro e l'arresto da sei mesi a un anno.

“Se invece nel momento in cui si è controllati non c'è uno stato di alterazione, si viene soltanto segnalati alla Prefettura come consumatore di stupefacenti – spiega Mesiani – in entrambi i casi però non è chiaramente una cosa piacevole”. Il prefetto, infatti, appoggiato da personale medico-sanitario, valuta la fondatezza dell'accertamento, convoncando poi il trasgressore per un colloquio, con lo scopo di decidere se e quali sanzioni amministrative applicare.

Il primo controllo, quello che segnala la semplice positività, non fa differenza tra sostanze. Ed è per questo che un guidatore che dovesse aver assunto benzodiazepine – farmaci legali, se prescritti da un medico – deve fare molta attenzione.

“Occorre tenere bene in considerazione la prescrizione medica e l’aderenza del conducente ad essa – spiega il direttore del SerD valdostano Vincenzo Lamartora – se un utente assume dei farmaci prescritti scrupolosamente dal proprio medico, non dovrebbe presentare sonnolenza o rallentamento”. “Altrimenti – continua – o il medico ne ha prescritto una posologia eccessiva o il paziente non ha comunicato al proprio medico la comparsa o la persistenza di tali sintomi”.

Una volta che si è positivi al test, non è prevista la possibilità di evitare la segnalazione in prefettura da parte della stradale, magari esibendo una ricetta o un certificato medico, ma questi, assieme ad analisi mediche più approfondite, saranno essenziali per evitare le eventuali sanzioni amministrative, nel momento in cui si dovesse affrontare un colloquio.

Xanax, Tavor, Lexotan, Valium sono alcuni dei nomi commerciali più famosi della folta varietà di benzodiazepine. L'Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa stima che queste siano utilizzate da circa 5 milioni di italiani: “Il loro utilizzo è estremamente vario – racconta Lamartora – vengono impiegate come ansiolitici ed euipnici, ma anche come coadiuvanti nelle terapie della depressione, delle psicosi, dei disturbi di personalità, nei trattamenti per la disintossicazione da stupefacenti, nelle somatizzazioni, in molte e diverse patologie organiche, dalla colite alla siringomielia”.

Secondo gli ultimi dati disponibili dell'Istituto superiore di Sanità, la Valle d'Aosta è terza tra le regioni per consumo di questi farmaci, dietro solo alla Liguria e al Veneto, con 68 dosi assunte giornalmente da pazienti adulti su 1000 abitanti. Molto raramente, almeno in Valle, viene utilizzata a scopo ricreativo: “Il nostro Servizio non ne rileva un abuso – racconta Lamartora – negli ultimi 5 anni, ci sono capitati soltanto due casi di dipendenza esclusiva da benzodiazepine”.

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