Comune di Aosta
Bando anziani, Sorbara resta Assessore ma finisce nel mirino dei colleghi di maggioranza
Aosta - Dopo quasi due ore di dibattito serrato, non senza polemiche, il Consiglio comunale vota contro la proposta della minoranza. Bordate dall'opposizione ma anche dalla maggioranza, nel silenzio dell'interessato.

L'assessore Marco Sorbara si salva ancora una volta. Il caso, che ciclicamente torna in auge nell'assemblea, è la richiesta di ritiro delle deleghe alle Politiche Sociali dopo il 'fattaccio' bando anziani. Dopo il giorno più duro per Fulvio Centoz è arrivato insomma il momento più complesso per Sorbara.

La minoranza è sugli scudi, e come prevedibile l'attacco è violentissimo: “A nostro avviso c'è stata una gravissima incapacità dell'assessore nel gestire l'appalto più importante dell'amministrazione comunale – dice Loris Sartore, Alpe –, un operato irresponsabile lungo tutta questa triste vicenda”. Per Patrizia Pradelli “È chiaro che è una persona che si sente incompetente, l'ha ammesso in due Consigli”. Alza ancora l'asticella Étienne Andrione, Gruppo Misto: “Sorbara è arrivato a scrivere una lettera di autosfiducia assieme agli altri assessori unionisti e in un paese civile, dopo questa lettera, ci sono le dimissioni, riconoscendo di essere stato un incapace nel suo ruolo”. Rientra nel gioco anche il rimbalzo di mail da piazza Deffeyes: “Un conto è accorgersi degli errori – spiega invece Nicoletta Spelgatti, Lega – un altro conto è prendere ordini dall'alto che ricadono in capo al Sindaco e pressioni sui dirigenti”. “Sorbara non è un tirocinante che fa le prove – attacca invece Carola Carpinello, Altra VdA –, ha preso una cantonata colossale e messo in difficoltà anche le finanze del Comune. Se si andrà in proroga con l'attuale bando anziani la responsabilità sarà tutta sua”. 

Nel silenzio più cupo dell'assessore Sorbara, del quale viene chiesta la testa in aula per la terza volta in tre anni, la difesa, quasi d'ufficio, arriva dal Sindaco Fulvio Centoz: “Non nego ci siano state fibrillazioni in maggioranza – spiega – ma non mi sento di ritirare deleghe. La maggioranza è consapevole di ciò che fa e di ciò che deve affrontare, da qui alla scadenza del suo mandato, in maniera leale e dando risposte ai cittadini. Non credo che il ritiro delle deleghe sia necessario, utile e opportuno”.

Ma il colpo doloroso arriva dagli alleati, feriti dalla retromarcia unionista sul bando anziani e che ieri hanno rischiato il tracollo. L'intenzione è non appoggiare la richiesta di ritiro delle deleghe, ma la voglia di togliersi i sassolini è troppo forte: “Siamo stati i primi a sollevare il fatto che non ci sia stata condivisione in Commissione – dice Antonino Malacrinò, PD/PSI – e contrari al lotto unico. Gli unici anche ad assumerci responsabilità non nostre”. Stesso gruppo, stessi strali: “Io sono per usare il 'cartellino arancione' – spiega Antonio Crea – e l'atteggiamento dell'assessore ha messo in difficoltà tutti quanti. Non sono abituato alle 'polpette avvelenate' per fare giochini propri, è importante fare squadra”. Luca Zuccolotto, UV, smorza: “Avendo avuto un ripensamento Sorbara si è dimostrato persona che controlla e ricontrolla ciò che fa, e l'ha fatto per il bene dei cittadini”.

Durissimo, dai banchi della maggioranza, Luca Girasole, Stella Alpina: “Non si addossa la colpa agli altri. Lei ha preparato il bando in perfetta solitudine, senza dire nulla alla sua maggioranza, l'ha difeso, ce lo ha fatto difendere ed ora non può far finta di niente. Non può pensare di fare un rilancio di immagine con l'opinione pubblica fregandosene di chi ha sostenuto le sue scelte. Non è questione di maggioranza o minoranza ma di rispetto. Non voteremo per il ritiro delle deleghe ma oggi può porre rimedio alzandosi, chiedendo scusa a tutti e prendendosi le sue responsabilità”.

La minoranza vuole il voto segreto e ne derivano: bagarre fuori microfono, battibecchi sul regolamento, sospensione del Consiglio per decidere. La capigruppo però, dopo quasi mezzora, sceglie la votazione palese, non senza polemiche da parte dell'opposizione che parla di 'atto di codardia' e di 'regolamento comunale antidemocratico'.

A voto palese vengono meno anche le sorprese: la mozione è bocciata con 12 voti contrari (Uv e Giunta), 6 astenuti (PD/PSI tranne Centoz e Monteleone, Stella Alpina tranne Marzi e Donzel) e 9 favorevoli (minoranza). Il tutto con Sorbara, dall'inizio, sempre sprofondato nel silenzio più cupo.

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