Cronaca
Appiccò il fuoco all’abitazione in cui era ai “domiciliari”: condannato a due anni
Aosta - Sabri Sowes, 64 anni, commerciante di tappeti, si trovava in regime di carcerazione domiciliare a Sarre, per effetto di un procedimento per “stalking” verso la ex moglie. Riconosciuto colpevole di incendio doloso, è stato assolto dall’accusa di evasione.

Lo scorso 23 ottobre, Polizia e Vigili del fuoco erano accorsi a Rovine, sulla collina di Sarre, per un incendio in un’abitazione. Una volta sul luogo, appurata la natura dolosa delle fiamme (appiccate ad un cumulo di copertoni), gli agenti avevano preso in custodia l’uomo che viveva nell’alloggio, Sabri Sowes, commerciante di tappeti, che in quella casa era ai “domiciliari”, per aver violato alcune prescrizioni conseguenti ad un procedimento per “stalking” nei confronti dell’ex moglie.

A seguito degli approfondimenti in Questura, il 64enne era stato arrestato. A suo carico era poi stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere. A quanto era emerso in quell’occasione, a guidare Sowes era stata l’esasperazione per la precedente vicenda giudiziaria, chiusasi con una condanna ad un anno e sei mesi di reclusione, nel maggio 2016.

Per i fatti di Sarre, Sowes è comparso oggi, mercoledì 1 febbraio, dinanzi al Giudice per l’Udienza Preliminare Eugenio Gramola, che gli ha inflitto una pena (sospesa) di due anni per incendio doloso. Assoluzione, invece, per l’imputazione di evasione, scaturita dal fatto che il commerciante, seppur ai “domiciliari”, era stato trovato fuori dall’abitazione (da dove aveva avvertito la Polizia).

Nella sentenza è stata inoltre decretata la revoca della custodia cautelare in carcere. A difendere Sowes era l’avvocato Giovanni Borney, mentre l’accusa è stata sostenuta in aula dal pubblico ministero Carlo Introvigne.

Archiviato in: Media valle
672
Astrelia sviluppa siti internet e applicazioni mobile/desktop anche per iPhone iPad e Android a San Benedetto del Tronto, Roma, Ascoli Piceno, Marche