Economia
Aeroporto, la Corte dei Conti: gli aerei non atterrano e l'economia della regione non decolla
Aosta - La sezione di controllo della Corte dei Conti punta i riflettori sull'opera sottolineando come le somme investite sull’aeroporto valdostano "stanno creando “un effetto di “paralisi” in termini di risorse sull’economia valdostana”.

Le somme investite sull’aeroporto valdostano  – “un’opera che tarda a vedere la luce” -  stanno creando “un effetto di “paralisi” in termini di risorse sull’economia valdostana”. A lanciare l’allarme è la sezione di controllo della Corte dei Conti.

Nella relazione al Consiglio regionale sul rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2016 la sezione dedica un ampio approfondimento all’opera, balzata più volte agli onori della cronaca come esempio di spreco di risorse pubbliche. 

Proprio gli “ingenti stanziamenti registrati” e “la mancata ultimazione” dell’aeroporto hanno acceso i riflettori della Corte che ha voluto valutare i profili economici dell’operazione,” in quanto sono del tutto mancati i ritorni attesi dagli investimenti finora effettuati”.

Dall’analisi dei dati economici relativi all’infrastruttura, la consigliera Simonetta Biondo evidenzia “gravi criticità nell’utilizzo delle risorse disponibili e nell’adempimento delle obbligazioni contratte”.

Nel decennio 2007-2016 a fronte di stanziamenti complessivi di 33.243.218 euro, gli impegni totali sono stati pari a 28.453.500 euro. Di questi, solo una parte molto contenuta, pari a 1.629.828  euro, si è tradotta in pagamenti di competenza, mentre un cospicuo ammontare, pari a 25.823.672 euro , ha alimentato la massa dei residui (le economie sono state pari a euro 4.789.717,42).  Con riguardo alla gestione in conto residui, nel decennio in esame, i pagamenti complessivi sono stati pari a 18.704.006 euro.

“In altri termini – si legge nella relazione -  gli esiti della gestione in conto residui informano dell’ingente ammontare di cospicue risorse, bloccate nel tempo, potenzialmente sottratte a eventuali impieghi alternativi, per un’opera che tarda a vedere la luce” .

A spiegare l’incremento dei costi e il mancato rispetto della tempistica dei lavori, è per la sezione, la "mancanza di una configurazione unitaria degli interventi (alcuni demandati alla Regione e altri alla società Avda Spa), ciò che ha dato luogo ad un massiccio contenzioso non ancora risolto, e alla sovrapposizione di fasi produttive (con la realizzazione iniziata prima che fosse contemplato un verosimile piano industriale)”.

Nel periodo 2012-2016, per la prosecuzione dell’infrastruttura, sono stati spesi 2.094.597 euro, "ancorché giustificati dall’amministrazione in termini di fatturazioni".

Dal 2004, secondo gli ultimi dati forniti in Consiglio regionale, per l’aeroporto regionale si sono spesi quasi 25 milioni per la gestione e circa 15 milioni per la sicurezza. 
Alberto Bertin, che più volte in Consiglio regionale ha chiesto di fermare "questa emorragia di risorse pubbliche", nel gennaio scorso sottolineava il rischio che "questa idea megalomane" arrivi a costare "alla fine oltre 100 milioni di euro".

La lunga storia del Corrado Gex inizia nel 1991 con la legge regionale 78 che autorizzava la Regione a finanziare il potenziamento delle strutture dell’aeroporto “la realizzazione delle opere infrastrutturali relative, l’acquisto delle strutture e degli impianti necessari e l’attuazione del piano di radioassistenze per l’atterraggio e il decollo assistiti di velivoli sull’aeroporto stesso”. Per dar corso al progetto nel 2004 viene creata  la società Avda Spa.

Degli investimenti previsti dalla legge regionale ad oggi sono stati portati a termine l’allungamento della pista; l’illuminazione della pista; il piano di radioassistenze mentre deve essere ancora realizzata l’aerostazione, dopo il fallimento della ditta aggiudicataria dell’appalto. "Anche un eventuale completamento e quindi un pieno funzionamento della struttura" sottolinea la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti "non garantirebbero il perseguimento dell’obiettivo in termini di risultato economico, tant’è che “la Regione ha avviato un aggiornamento del master plan per capire le ragioni dello scarso successo dello scalo ed avere un quadro aggiornato rispetto all’attuale contesto del comparto aeronautico”.

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