Comune di Aosta
Accordi di programma: si sblocca il Contratto di Quartiere Dora ma tanti dossier sono ancora bloccati
Aosta - Poche le sicurezze che escono dall'esame degli accordi di programma fatto questa mattina in V Commissione. Sul "banco degli imputati" anche la lentezza delle gare d'appalto, questione che potrebbe presto essere posta al Celva.

La V^ Commissione del Comune di Aosta, 'Controllo e garanzia', si è riunita questa mattina – lunedì 17 luglio – con un ordine del giorno specifico: l'audizione del Sindaco Centoz per verificare l'adempimento, da parte dell'amministrazione, degli accordi di programma sottoscritti nel primo trimestre 2017.

L'ideale per avere una panoramica dell'azione amministrativa comunale, con qualche sprazzo che – quasi di certo – arriverà in Consiglio comunale se non la prossima settimana prossima a settembre, dopo la pausa estiva.

A partire dal nuovo Polo scolastico la cui realizzazione è prevista in regione Tzambarlet e che sta creando non poche polemiche, tra tentativi referendari naufragati e la decisione del Tar di annullare i provvedimenti di aggiudicazione dei lavori per procedere alla nomina di una nuova commissione: “Non ci sono ad oggi grandi novità – ha spiegato in aula il Sindaco Fulvio Centoz – se non il fatto che la commissione per il referendum ha bocciato il quesito. Dagli ultimi interventi in Consiglio regionale mi sembra che la Regione si stia muovendo per nominare una nuova commissione per la valutazione della gara, e immagino che l'amministrazione voglia andare avanti con la costruzione scuola e con l'accordo con il Comune”. Poi, il Primo cittadino aostano torna a toccare un tasto noto: “È evidente che se qualcuno vuole cambiare qualcosa questo è il momento, altrimenti con una nuova commissione di valutazione diventa pericoloso, oltre ad essere una ulteriore spesa pubblica inutile”.

Mentre è ancora in attesa il finanziamento del cosiddetto 'Bando periferie', definito assieme all'allora governo Renzi, e che sembra sempre imminente si sblocca la situazione annosa del 'Contratto di Quartiere 2', con i lavori di Quartiere Dora che potranno finalmente cominciare: “A luglio 2017 – prosegue Centoz – ci è stata richiesta tutta la documentazione per stilare il contratto, e finalmente riusciremo a partire con i lavori. Le tempistiche si sono allungate a dismisura a causa di alcuni problemi che hanno avuto le ditte partecipanti alla gara”.

Sono invece in fase di ridefinizione con la Regione – con il Comune alla finestra – i Piani di Zona: “Le nuove normative, molto più stringenti, non hanno consentito di riassumere contratto con Co.co.co., e siccome la Regione intende rivedere il welfare legato ai Servizi agli anziani, abbiamo ipotizzato che sia l'amministrazione regionale a farsi ente capofila perché possa assumere via 'Salvaprecari' gli esuberi, con costi comunque superiore. Siamo in standby, dobbiamo capire che idea di riorganizzazione del welfare ha la Regione”.

E mentre si chiude la pratica del servizio Homecare Premium, prorogato fino al 30 giugno 2017, il Comune cerca una soluzione ai problemi di trasferimenti delle proprietà degli immobile del IV lotto di Quartiere Cogne: “Mentre gli edifici nuovi hanno tutte le idoneità catastali e l'idoneità energetica – spiega ancora Centoz –, degli oltre 700 alloggi nel quartiere non tutti sono in regola con questa documentazione. Abbiamo quindi stilato un dettagliato cronoprogramma per individuarle entro l'autunno 2017 con un accordo con Arer, che gestirà gli alloggi dal 1° gennaio, per metterli in regola dal punto di vista del certificato energetico Ape e da quello catastale”.

Prosegue anche l'accordo sulla Nuova Università in costruzione sull'ara della ex caserma Testa Fochi: “Il progetto esecutivo – sempre Centoz – prevede un nuovo asse statale che collegherà il quartiere alla zona consegnato il 20 febbraio. La verifica del Rup e degli uffici è stata consegnata a giugno con approvazione in giunta entro le prime settimane di agosto. Speriamo dopo il progetto esecutivo di poter appaltare, ma bisogna capire le tempistiche della Stazione Unica Appaltante”.

Appalti che sono, in effetti, il 'tallone d'Achille' delle amministrazioni: “Se guardiamo i carichi di lavoro – spiega Luca Lotto, M5s – bisogna chiedere una gara che dura sei mesi con un anticipo di sei mesi. Per un lavoro sopra i 40mila euro dobbiamo aspettare un anno. La programmazione politica è bloccata dall'inerzia amministrativa, se servono unità in più si individuino per sveltire le pratiche”. Dai banchi dell'opposizione concorda col collega anche Loris Sartore, Alpe, e Presidente della Commissione: “È una problematica riscontrata sovente, abbiamo sempre detto che questi tempi sono eccessivi e non si individua una soluzione”.

Questione che potrebbe arrivare all'attenzione del Celva, con Centoz che fa un'ammissione amara: “È impossibile non essere d'accordo, programmare così è frustrante. Nessun problema a chiedere di velocizzare le strutture, il Nuovo codice degli appalti ha accelerato qualcosa ma il fatto che si progetti un'opera e la si veda realizzata dopo 4 anni per un cittadino è incomprensibile”.

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