Cronaca
Abuso edilizio, 20 giorni di arresti e 35mila euro di multa per Davide Perrin
Aosta - L'ex assessore comunale della località della media valle a processo oggi assieme a Gildo Perrin, assolto perché "il fatto non sussiste". La Procura contestava loro la legittimità dei lavori di ampliamento di un bar-ristorante nel paese.

Con l'accusa di violazione delle norme edilizie, sono comparsi stamane a processo al Tribunale di Aosta Davide e Gildo Perrin, 34 e 63 anni, di Torgnon. Ai due, a seguito di indagini svolte dal Corpo Forestale Valdostano, la Procura contestava la regolarità dei lavori di ampliamento di un bar-ristorante nel paese della media valle.

Il giudice monocratico Marco Tornatore ha condannato per "opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da essa" Davide Perrin, in passato assessore comunale, a 20 giorni di arresto, comminandogli anche una multa di 35mila euro. La pena sarà sospesa per cinque anni, a condizione che quanto realizzato in modo difforme venga integralmente rimosso, entro tre mesi dalla data di irrevocabilità della sentenza. Gildo Perrin, invece, è stato assolto "per non aver commesso il fatto".

Il magistrato ha disposto, inoltre, che gli atti vengano inviati alla Soprintendenza regionale per i beni culturali, al fine di valutare eventuali provvedimenti di competenza. Proprio sul titolo autorizzativo dei lavori di ampliamento del locale si è giocata la partita processuale. Per la difesa, l'addebito non era fondato, giacché l'intervento era conforme alle previsioni di un regolamento comunale, costituendo un'opera mobile, mentre per l'accusa si trattava di lavori ben oltre tale fattispecie e quindi che andavano autorizzati sulla base di altre norme, di rango superiore.

Nella sua requisitoria, il pubblico ministero Carlo Introvigne ha definito le opere "pacificamente un intervento di nuova costruzione", con "calcestruzzo, doppi vetri ed impianto elettrico", che qualificano "la destinazione ad utilizzo permanente". Il magistrato ha aggiunto: "il punto è la situazione funzionale del bene, non la mobilità. Qualunque persona di buon senso, guardando quella costruzione, dice che si sono raddoppiati il ristorante: quello non è un dehors".

Sottolineando che "la difesa si è preoccupata per tutto il processo di dimostrare che l'aumento volumetrico era conforme al regolamento comunale", il pm Introvigne ha aggiunto che "questo comune continua a cantarsela e a suonarsela da sola" e che "sappiamo che la famiglia Perrin ha sempre messo piede nell'amministrazione. Si fanno i regolamenti comunali da soli, si fanno le autorizzazioni paesaggistiche da soli".

La pubblica accusa ha concluso puntualizzando "quella struttura si inserisce bene in quel contesto, non c’è alcun motivo di buttarla giù. Bastava costruire con un permesso di costruire" e chiedendo la condanna ad un anno e sei mesi di reclusione per Davide Perrin e a nove mesi per Gildo Perrin. Il pm ha quindi manifestato il nullaosta alla sospensione condizionale della pena e sollecitato al Giudice l'inoltro degli atti processuali alla Sovrintendenza, quale autorità titolata in fatto di competenza paesaggistica.

L'avvocato Davide Fontana del foro di Torino, che assisteva i due imputati assieme al collega Alberto Varallo di Aosta, ha osservato, nell'arringa difensiva, come la pratica dei lavori fosse stata "presentata allo sportello unico di Pont-Saint-Martin, che non è sotto la mano minacciosa (o amica) della famiglia Perrin e che non fa tutto di nascosto".

Il legale, dicendo della conformità urbanistica e dell'autorizzazione paesaggistica richieste al comune di Torgnon, si è quindi domandato a voce alta: "come si fa a contestare che i signori Perrin hanno costruito in totale difformità dal permesso di costruire? Hanno costruito in totale conformità a questa autorizzazione, tranne che per un piccolo basamento in calcestruzzo, che è stato sanato".

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