Gli allarmi lanciati dai sindacati, a ridosso dell’approvazione della finanziaria regionale, si stanno rilevando, purtroppo, fondati. Gli effetti del taglio del 13% circa sul trasporto pubblico locale si manifestano, non solo sull’utenza, ma anche sui lavoratori.
La Svap nelle scorse settimane ha aperto la procedura per la mobilità di una quindicina di dipendenti. Ieri mattina l’azienda e i sindacati sono tornati ad incontrarsi in Confindustria, dopo un primo faccia a faccia a fine gennaio.
Confronto ancora interlocutorio in cui le organizzazioni sindacali hanno chiesto di voler avere sul tavolo tutte le carte: i bilanci dell’azienda, l’accordo stretto con la regione sui tagli e di conoscere le situazioni contributive dei lavoratori.
La trattativa non è ancora partita e i sindacati sperano nel frattempo di poter vedere arrivare nuove risorse per il trasporto pubblico locale da parte della Regione o del Comune di Aosta con cui andranno a confrontarsi in un apposito tavolo che dovrà essere convocato.
Dalla Svap fanno sapere che "gli esuberi ci sono ma che si cercherà in tutti i modi di individuare gli strumenti a tutela dei lavoratori per posticipare il problema". Oltre allo smaltimento delle ferie arretrate, si valuterà il ricorso alla Legge Fornero, alla cassa integrazione o ad un Fondo dei trasporti, il cui rifinanziamento è in discussione a Roma e che da settembre consentirebbe la fuoriuscita dal lavoro quattro anni prima. In ogni caso un quadro più chiaro della situazione si potrà avere solo a fine mese.
Già nel 2014 la Svap, che gestisce l’appalto di trasporto pubblico locale sulla zona centrale, aveva dichiarato 15 esuberi, in seguito ad un taglio del 10% del contratto. La procedura di mobilità era poi rientrata e tutti gli 83 dipendenti erano stati messi in cassa integrazione a rotazione.
