Disabilità, è partito ieri sera da Ollomont l”‘anarchico Tor” di Francis Desandré

Accompagnato dalla moglie, dal fratello e da molti amici, Francis non riusciva a nascondere l'emozione. "Mi tremano le gambe" ha scherzato poco prima di iniziare il Tor seguendo il francese Patrick Bohard.
Sport

Ha preso il via ieri sera alle 3.14 da Ollomont l’anarchico Tor di Francis Desandré, il 47enne di Quart, amputato ad una gamba dopo un incidente sul lavoro a soli 21 anni. Il valdostano, a cui l’organizzazione non ha permesso di partecipare, giustificando la scelta con l’assenza di una normativa ad hoc, ha deciso di portar comunque il suo messaggio – "La disabilità inizia nel cervello delle persone che guardano" il mantra del 47enne  – percorrendo la volata finale della gara da Ollomont fino a Courmayeur. In piena notte ha atteso, quindi, che il francese Patrick Bohard uscisse dalla base vita di Ollomont per mettersi in marcia. 

Accompagnato dalla moglie, dal fratello e da molti amici, Francis non riusciva a nascondere l’emozione. "Mi tremano le gambe" ha scherzato poco prima di iniziare il Tor. "Certo mi è dispiaciuto non poter essere partito da Courmayeur, avrei voluto esserci, avere la sacca gialla un po’ come medaglia. Sarà per il prossimo anno e se non sarà avremo altre sorprese come il tour di quest’anno".

Da Ollomont ieri sera Francis è salito fino al Rifugio Champillon dove ha trascorso la prima notte. Da qui poi fino a Saint-Rhémy-en-Bosses dove ad attenderli ci sarà un camper per la notte. Giovedì partiranno alla volta del Rifugio Frassati dove dopo un’altra sosta notturna scollineranno fino al Bertone, dall’amico Renzino Cosson che si è proposto di ospitare gratuitamente tutto il gruppo. Infine sabato, giù fino a Courmayeur con l’ultimo concorrente.

50 km dove i problemi per Francis potrebbero non mancare. "Ho paura di possibili infezioni ma abbiamo dietro tutti i medicinali del caso, vivremo comunque alla giornata". 

Oltre ai tanti amici che accompagneranno Francis nel suo "anarchico Tor" a sostenerlo ci saranno anche le 45mila firme raccolte dalla petizione lanciata tramite il blog Gamba in Spalla. "Il mio obiettivo è fare cambiare idea a quelle persone che pensano che i disabili non possono fare sport, anche gli sport estremi, ma anche per spronare i disabili che sono buttati sul divano e che non hanno più voglia di muoversi, la montagna fa bene alla salute ma anche alla testa". 
 

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