Lorenzo Ardissone non poteva essere scelto come Direttore generale dell’Usl. L’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, guidata dal magistrato Raffaele Cantone, a un anno circa dall’interrogazione del gruppo Uvp, conferma l’inconferibilità dell’incarico a Lorenzo Ardissone.
Ricorda l’Anac nell’orientamento pubblicato il 4 novembre scorso: "Sussiste l’inconferibilità di cui all’art. 5, co. 1 del d.lgs. n. 39/2013 nel caso in cui venga conferito l’incarico di direttore generale in un’azienda sanitaria locale a colui che, nei due anni precedenti, ha svolto incarichi o ricoperto cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dal Servizio Sanitario Regionale (ipotesi relativa al conferimento dell’incarico di direttore generale dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta a colui che è stato direttore generale della Clinica Eporediese di Ivrea)".
Il 16 gennaio 2014 Laurent Viérin di Uvp, aveva evidenziato in aula come la questione non avesse a che fare "con la persona o con le competenze ma è una questione di opportunità politica visto che il gruppo di cui Ardissone è espressione, gestisce anche la clinica di Saint-Pierre".
Tutto era stato fatto a norma di legge invece secondo l’Assessore regionale alla Sanità, Antonio Fosson. "Il Direttore nominato, nel comprovare i titoli dichiarati nel curriculum – aveva replicato l’Assessore – ha documentato di aver avuto un rapporto di lavoro con la Clinica Eporediese con inquadramento di impiegato direttivo: ciò significa che non era dirigente. E’ stata comunque effettuata una approfondita istruttoria sulla questione da parte di uffici legali, tanto regionali quanto quelli contattati dall’interessato, verificando la stretta attinenza alla previsione normativa."
