“Oggi il Partito Democratico presenta 10 punti per cercare un dialogo serio e aperto con la società valdostana, per costruire le premesse per un cambiamento in Valle d’Aosta che sia vero, con un reale confronto che non resti chiuso soltanto nelle stanze del palazzo”. Così il segretario regionale del Partito democratico Raimondo Donzel ha introdotto questo pomeriggio in conferenza stampa, reinterpretando appositamente per la realtà valdostana i famosi ‘Otto punti’ di Pier Luigi Bersani, un documento di proposta alla società civile suddiviso in dieci punti programmatici.
Nel documento si contesta profondamente la linea della maggioranza di governo regionale, cercando di proporre una via considerata nuova e più virtuosa rispetto a quella attuale: “Questi punti non sono un programma – spiega Donzel – ma sono delle aspirazioni costruite dal PD in questi anni. Sono un piccolo strumento per cambiare una politica valdostana sorda al cambiamento e che in realtà lascia tutto così com’è”.
Ed è proprio ‘cambiamento’ la parola d’ordine con la quale il PD nostrano si appresta all’appuntamento elettorale di maggio, apparecchiando il tavolo delle alleanze: “’Cambiamento’ è una parola d’ordine della sinistra che adesso usano tutti, anche chi è al governo e non cambia assolutamente niente”.
Dieci punti per portare la Valle d’Aosta fuori dalla crisi, quindi, a partire dal lavoro: “Solo il lavoro – spiega il segretario – può portarci fuori dalla crisi, e questa è la sintesi delle nostre battaglie e del nostro rapporto col mondo sindacale. Occorre fermare queste faraoniche ‘grandi opere’ ed attuare immediatamente un Piano di emergenza per il lavoro, attuando le piccole opere subito cantierabili e stabilizzando veramente i precari dell’USL e delle partecipate regionali”.
Un piano che crei e stabilizzi lavoro, quindi, ma che tocca vari altri argomenti: dal welfare alla lotta alla povertà, passando per la sanità pubblica per tutti, il rilancio del sistema scolastico e del trasporto pubblico, il rispetto e la rivalutazione dell’ambiente, del territorio e del turismo e una autonomia da intendersi come spazio reale di partecipazione e condivisione.
Dieci punti che serviranno, anzitutto, come base per definire le alleanze per le regionali del 26 maggio: “Questo documento ha parti che possono essere condivisibili per tutti, soprattutto all’interno degli amici di Alpe e nell’alleanza autonomista democratica progressista, e ci serviranno per decidere con chi altro sia possibile aprire un dialogo. Abbiamo rispetto assoluto per il Movimento 5 Stelle, mentre in questo momento è da escludere qualsiasi dialogo con l’Union Valdôtaine”.
