La Regione ricorre contro il decreto “Salva Italia”

In paritcolare il ricorso riguarda alcuni articoli che come ha spiegato il Presidente della Regione, Augusto Rollandin "prevedono di trattenere all'erario risorse sulle quali c'era già stato un accordo nel precedente decreto sul Federalismo fiscale"
Augusto Rollandin
Politica

Anche la Valle d’Aosta, cosi come altre regioni a Statuto speciale, farà ricorso alla Corte costituzionale, contro il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, meglio conosciuto come decreto Salva Italia.

In paritcolare il ricorso riguarda alcuni commi degli articoli 13, 14, 22, 23, 28 e 48 che come ha spiegato il Presidente della Regione, Augusto Rollandin "prevedono di trattenere all’erario risorse sulle quali c’era già stato un accordo nel precedente decreto sul federalismo fiscale".

"Tali disposizioni  – commenta una nota della Presidenza della Regione – appaiono lesive delle prerogative della Regione in quanto prevedono, unilateralmente, senza previo accordo alcuno e senza alcun criterio di proporzionalità, quote di tributi propri della Regione riservati all’Erario, accantonamenti a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali spettanti alla Regione e un ulteriore concorso alla manovra finanziaria a carico della Regione, in contrasto con le disposizioni statutarie e la normativa di attuazione in materia di rapporti finanziari con lo Stato e il principio consensuale che, come anche recentemente ritenuto dalla stessa Corte costituzionale (sentenza n. 133/2010), deve presiedere la regolamentazione dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione Valle d’Aosta."

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