
Cinema
Prima fila: "Julie & Julia" e "Nel paese delle creature selvagge"

Nel paese delle creature selvagge
Julie & Julia
Il sistema delle star hollywoodiane non esiste più da decenni. Eppure, come un'eco che risuona nella storia del rapporto tra spettatori e grandi schermo, ancora oggi ci sono nomi capaci di richiamare spettatori e dominare i film nei quali compaiono, facendoli propri. Meryl Streep è indubbiamente l'ultima delle grandi star femminili prodotte dal cinema americano. Tutti i suoi film, grandi e piccoli, riusciti o meno, con rarissime eccezioni ("Il cacciatore", "I ponti di Madison County", tra le altre), sono diventati film "di" Meryl Streep. E "Julie & Julia" non sfugge alla regola. Confezionato da Nora Ephron (sceneggiatrice di "Harry ti presento Sally", anche regista in "C'è posta per te") riciclando costruzioni narrative già realizzate per servire il talento della Streep (il passato e il presente scorrono paralleli seguendo la redazione di due libri, come in "The Hours" di Stephen Daldry), questa commedia leggera parla di cucina e ricerca del successo e della realizzazione personale di due donne che vivono l'una nell'altra senza incontrarsi mai. Se la sceneggiatura brilla poco, soprattutto nelle parti contemporanee, dedicate alla giovane Julie (Amy Adams) e al suo progetto di realizzare, una dopo l'altra, ogni giorno per un anno, tutte le ricette proposte da Julia Child (Streep) nel suo best-seller sulla cucina francese, il film si guarda con piacere per la capacità della Streep e di Stanley Tucci, nei panni di suo marito, di mettersi in scena come un duo comico, con Tucci a fare da spalla ai numeri da solista della Streep. Forse "Julie & Julia" non entrerà nella storia, ma rimane come un incontro non perfettamente riuscito con una persona che si ha comunque sempre voglia di rivedere. E uscendo dal cinema, ci si chiede: quando uscirà il prossimo film di Meryl Streep?
Nel paese delle creature selvagge
In origine c’è un piccolo libro per bambini: poche pagine, poche parole, soprattutto le illustrazioni del suo autore Maurice Sendak. Partendo da qui, Spike Jonze (“Essere John Malkovich”, “Adaptation”) e lo scrittore Dave Eggers decidono di mettersi alla prova con un genere teoricamente estraneo al percorso di entrambi. Il risultato è un film che - se a volte sembra tirarla per le lunghe - incanta pur osando mettere una grande distanza tra lo sguardo dello spettatore e il mondo delle favole nel quale viene trasportato. “Nel paese delle creature selvagge” non ci chiede di trasformarci in bambini e di guardare il mondo con i loro occhi, ma piuttosto di guardare il loro mondo con i nostri.
Per saperne di più su Dave Eggers
Talento puro e sobrio della narrativa americana, Eggers è ampliamente pubblicato anche in Italia, dalla raccolta di racconti “La fame che abbiamo” (Mondadori), al lungo romanzo “Erano solo ragazzi in cammino” (Mondadori). Ma si può anche andare su www.mcsweeneys.net, officina narrativa on-line, curata personalmente da Eggers. Naturalmente da non perdere anche “Le creature selvagge” (Mondadori), romanzo dal film tratto dal libro illustrato per bambini di Sedak, denso e leggero come tutta la narrativa del suo autore.
Per saperne di più su Spike Jonze
Prima di essere l’autore di “Essere John Malkovich”, Jonze è stato un prolifico regista di video musicali per REM, Beastie Boys, Chemical Brothers e Bjork. “The complete work of director Spike Jonze”, disponibile in dvd, è un interessante cofanetto che permette di seguire non solo il percorso personale di Jonze ma anche le modalità con le quali oggi il cinema americano si costruisce un nuovo modello di autorialità.
di Marco Gianni - Dir.art. Strade del Cinema
04/11/2009
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