Scuola

Gli studenti valdostani in piazza contro la Riforma Gelmini

Aosta - Sono circa 200 gli studenti che hanno sfilato tra le vie del centro di Aosta contro la riforma della scuola del Governo Berlusconi. I motivi. ' No ai tagli in finanziaria, al voto in condotta, al maestro unico, all'abbassamento dell'obbligo scolatico'.

La protesta in piazza Chanouux contro la riforma Gelmini

La protesta in piazza Chanouux contro la riforma Gelmini La protesta in piazza Chanouux contro la riforma Gelmini La protesta in piazza Chanouux contro la riforma Gelmini La protesta in piazza Chanouux contro la riforma Gelmini La protesta in piazza Chanouux contro la riforma Gelmini La protesta in piazza Chanouux contro la riforma Gelmini Mikail Asiatici, portavoce Msv La protesta in piazza Chanouux contro la riforma Gelmini

“No Fondi=no futuro”, “Vittime dei vostri errori”, “Miglioriamo la scuola non peggioriamola” sono alcuni degli striscioni che questa mattina, venerdì 10 ottobre, alle ore 10,30 capeggiavano nel corteo, composto da circa 200 studenti delle scuole medie superiori della Valle d’Aosta, che si sono riuniti in piazza Chanoux ad Aosta per sfilare lungo le vie del centro fino in piazza della Repubblica, contro la riforma della scuola proposta dal Governo Berlusconi e dal Ministro Gelmini, per la quale proprio oggi è previsto il voto finale in Parlamento e la discussione delle mozioni.

A spiegare i motivi della mobilitazione è Mikhail Asiatici, dell’Isitip di Verrès, portavoce del Movimento studentesco valdostano (MSV) “Protestiamo contro i tagli finanziari di 8 miliardi di euro in tre anni alla scuola pubblica, a vantaggio di quella privata; alla trasformazione della scuola in azienda; all’assunzione diretta degli insegnanti; alla reintroduzione del voto in condotta ai fini della bocciatura, che non rappresenterà uno strumento dissuasore per i “bulli” e che rischia di diventare al contrario strumento di repressione a discrezione degli insegnanti”.

Tra i motivi della riforma si aggiunge, inoltre, l’abbassamento dell’obbligo scolastico “che rappresenta un passo indietro rispetto al passato – continua il portavoce dell’MSV - di fronte ad un quadro europeo che vede gli altri Paesi elevare tale obbligo ai 16 o 18 anni”.

Quella degli studenti valdostani è una protesta di solidarietà con il mondo della scuola più in generale che giudica la riforma lesiva della qualità dell’istruzione e del diritto allo studio. “La Valle è un po’ un’isola felice – spiega ancora Asiatici – poiché rispetto al discorso del “maestro unico” e di altri capitoli della riforma possiamo fare conto sul fatto che la Regione Valle d’Aosta, ha un ordinamento proprio. Tuttavia quello che succede in Italia non ci deve lasciare indifferenti”.

Gli studenti della scuola valdostana si uniscono così alla protesta e agli altri cortei organizzati nel resto d’Italia. Univoco il messaggio che il mondo della scuola sta cercando di lanciare al Governo per rivendicare una scuola pubblica di qualità, laica e democratica, che sia realmente volano di emancipazione sociale. Tra le proposte del mondo degli studenti al Governo figura, oltre al rifiuto dei tagli alla scuola previsti in Finanziaria, del maestro unico e del voto in condotta,  un piano per l’edilizia scolastica e una "legge nazionale sul diritto allo studio, che abbatta la dispersione scolastica e renda possibile accedere ai saperi su tutto il territorio nazionale".


di Moreno Vignolini

10/10/2008





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