Presentato l’Atlante di geografia sanitaria della Valle d’Aosta

Permetterà di programmare gli interventi di sanità regionale con un'attenzione particolare ai bisogni e all'equità. Presenti ancora aree di svantaggio sociale e vistosi squilibri all'interno della regione nei bisogni di salute.
Antonio Fosson, assessore regionale alla Sanità
Società
Dopo Toscana, Piemonte e la Città di Milano, la Valle d'Aosta è la quarta realtà italiana a dotarsi dell'Atlante di geografia sanitaria, lo strumento che permetterà di programmare gli interventi di sanità regionale con un'attenzione particolare ai bisogni e all'equità e che è stato presentato ieri in Consiglio regionale.
Da quanto emerge dall’Atlante risulta che tra il quadriennio 1988-1992 e il quadriennio 1998-2002 la mortalità in Valle d'Aosta si è ridotta del 19,6%. Un miglioramento che ha interessato tutte le fasce di età e tutte le aree della regione, con una riduzione delle differenze di mortalità esistenti tra la città di Aosta “che mantiene i valori di mortalità più bassi ed il resto della regione".
Le principali cause di rischio individuate nel documento sono le malattie dell'apparato circolatorio e i tumori, che costituiscono oltre i due terzi di tutti i decessi. Le malattie ischemiche del cuore rappresentano oltre il 10% di tutti i decessi, mentre le malattie cerebrovascolari l'11%. Per quanto riguarda i tumori maligni, che rappresentano quasi il 30% dei decessi, il decremento è stato del 6,5%, mentre le malattie dell'apparato respiratorio costituiscono poco meno dell'8% di tutte le cause di morte. Infine un 7% dei decessi è riconducibile a cause accidentali e violente.

Lo scopo dello studio è quello di capire se nella nostra regione esistono delle differenze a vario livello al fine di individuare strategie per correggere gli effetti delle disuguaglianze nella salute e nell'uso dei servizi – ha commentato l’assessore regionale alla Sanità e Politiche sociali, Antonio FossonEmerge che la Valle d'Aosta è caratterizzata da un discreto numero di aree di vantaggio sociale con un bisogno di salute maggiormente soddisfatto. Si evidenziano, però, alcune aree di svantaggio sociale con la presenza di bisogni di salute e di assistenza specifici. In generale non si evidenziano vistosi squilibri all'interno della regione nei bisogni di salute."

Sull’Atlante hanno fatto seguito alcune riflessioni dei consiglieri regionali. Positivo nel complesso il giudizio, anche se La Casa delle Libertà ha definito il documento “un insieme di dati che ha ben poco di politico”. La consigliera Dina Squarzino dell’Arcobaleno ha evidenziato la maggiore attenzione da portare sulla politica abitativa, mentre Giovanni Sandri  del PD ha sollecitato la necessità di fornire nelle zone decentrate “una maggior qualità dei servizi e a tal proposito bisogna riflettere sul fatto se non sia meglio aumentare la capacità del presidio di Donnas per le emergenze."

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